Bonifiche speciali di rifiuti, il Governo sblocca i soldi per Terzigno

Andrea Ripa,  

Bonifiche speciali di rifiuti, il Governo sblocca i soldi per Terzigno

Dopo due anni di attesa e di battaglie, i soldi destinati alle bonifiche straordinarie del territorio, che rischiavano di restare bloccati, saranno finalmente assegnati al Comune. Il ministero per la Transizione Ecologica, retto da Roberto Cingolani, ha comunicato all’amministrazione di Terzigno l’erogazione delle restanti somme destinate a opere di compensazione ambientale. Nello specifico raccolte straordinarie di montagne di rifiuti, per lo più nelle periferie. L’ultima tranche di un tesoretto – tre dei quindici milioni non erano ancora finiti nelle casse dell’Ente – che è stato assegnato «a rate» all’amministrazione cittadina nel corso degli anni. «Finalmente il ministero ci ha comunicato lo stanziamento delle restanti somme», ha annunciato nell’ultimo consiglio il sindaco Ranieri. In verità si tratta di risorse che dovevano già finire nelle casse del Comune come “risarcimento” per l’apertura – in piena emergenza rifiuti, tra il 2008 e il 2010 – di una discarica di stato in pieno Parco Nazionale del Vesuvio. Le montagne di monnezza capaci di arrivare fino ai balconi dei palazzi e la raccolta bloccata in tutta la regione avevano trasformato la Campania nell’immondezzaio d’Italia, Terzigno mise a disposizione il proprio territorio per accogliere gran parte dei cumuli di “monnezza” di mezza provincia di Napoli. Per la concessione di intere cave destinate a raccogliere i rifiuti, il Governo stanziò per Terzigno ben 15 milioni di euro, soldi vincolati a opere di compensazione ambientale e altri interventi simili. Dalla bonifica di intere zone della città alla rimozione dei rifiuti abbandonati nelle cave-discarica, a quelli lasciati lungo le strade, fino all’installazione di un sistema di videosorveglianza comunale da mettere a disposizione delle forze dell’ordine per monitorare il territorio nella costante guerra che l’Ente di via Gionti si trova a combattere contro gli eco-criminali. Parte di quei fondi sono già stati utilizzati, ad esempio per la bonifica di Cava Ranieri. Altri per troppo tempo sono rimasti a disposizione degli uffici dell’ex ministero per le politiche ambientali, circa 3 milioni che rischiavano di non essere mai assegnati al Comune. Ora la svolta. Toccherà poi a Comune e Sogesid, l’azienda in house del ministero, stabilire come utilizzarli.

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