Colpo ai re delle truffe di Torre del Greco, i giudici blindano il maxi-sequestro

Ciro Formisano,  

Colpo ai re delle truffe di Torre del Greco, i giudici blindano il maxi-sequestro

Resta sotto chiave il tesoro dei re delle truffe. Nei giorni scorsi il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Napoli ha convalidato il maxi sequestro da 237.000 euro emesso a carico di Antonio e Raffaele Perna, Giovanni Montella, Giuseppe Vitiello e Giuseppe Cascone. A carico dei 6 indagati, il 18 ottobre scorso, è stato eseguito un provvedimento d’urgenza su richiesta della Procura. Atto blindato dal gip che ha confermato la solidità delle accuse degli inquirenti e lasciato sottochiave il “tesoro” strappato ai sospettati poco più di un mese fa. Un provvedimento frutto del secondo filone d’indagine aperto a carico dei presunti re delle truffe di Torre del Greco.  Un’indagine che a giugno di quest’anno ha portato all’arresto della gang del phishing bancario. Gli imputati, infatti, sono finiti nei guai con l’accusa di aver realizzato la bellezza di 92 truffe, sottraendo soldi dai conti correnti. Secondo l’accusa le vittime venivano contattate con comunicazioni che sembravano arrivare dalla propria banca e con le quali venivano invitati ad accedere al proprio conto online. In altri casi i correntisti, dopo aver ricevuto un sms, venivano contattati tele fonicamente da falsi operatori bancari. Una volta ottenute le credenziali di accesso i truffatori prelevavano dai conti il denaro. L’organizzazione si muoveva da Torre del Greco per poi colpire in diverse località italiane. I sospettati, a giugno, si sono visti notificare un’ordinanza di custodia cautelare.  Di fronte alle prove schiaccianti i fratelli Perna – ritenuti tra i registi del sistema – hanno deciso di arrendersi, optando per il patteggiamento. A ottobre la Procura di Napoli ha però deciso di eseguire un nuovo sequestro a carico dei rappresentanti di quella associazione per delinquere finalizzata alle truffe bancarie. Dagli atti, infatti, viene fuori che i 92 raggiri finiti al centro dell’ordinanza cautelare di giugno rappresentano solo una piccola parte del giro d’affari costruito dai sospettati. Gli inquirenti, infatti, hanno scoperto altri 53 episodi. In una circostanza, addirittura, la gang avrebbe fatto scomparire dal conto di una donna delle provincia di Lecce la cifra  di 34.533 euro. Nella rete sono finite vittime di ogni parte d’Italia. Denunce giunte dalle stazioni dei carabinieri di Milano, Monza, L’Aquila, Castellammare di Stabia, Cerignola, Verona. Documenti poi confluiti nel secondo filone d’indagine imbastito dalla Procura di Napoli e dalla polizia postale. Già dalla prima inchiesta era emerso, come sottolineato da giudici e pm, che il giro d’affari del gruppo guidato dai fratelli Perna fosse molto più ampio del perimetro delle indagini che a giugno hanno portato agli arresti. E soprattutto che nell’affare delle truffe online sarebbero coinvolti anche altri soggetti.

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