Castellammare, una perizia psichiatrica può salvare dal processo l’autista del boss

Ciro Formisano,  

Castellammare, una perizia psichiatrica può salvare dal processo l’autista del boss

Sarà una perizia eseguita da un consulente dal tribunale a valutare se Antonio Iezza, autista tuttofare del boss Luigi Di Martino, è davvero capace di intendere e di volere. E’ quanto ha deciso la Corte d’Appello di Napoli accogliendo l’istanza degli avvocati Antonio Marinaro e Francesco Romano. Una svolta che potrebbe addirittura cancellare la condanna a 14 anni di carcere per associazione per delinquere di stampo mafioso, incassata da Iezza in primo grado nell’ambito del processo “Isaia”. Una consulenza difensiva prodotta già nel corso del processo di primo grado ha, infatti, accertato che l’imputato soffre di una grave patologia degnerativa. Si tratta di una forma di vasculopatia cronica, una malattia del sistema nervoso in grado di compromette le funzioni celebrali, creando gravi deficit cognitivi. Un tema che merita approfondimento secondo i giudici. La Corte ha, infatti, deciso di stralciare la posizione dell’imputato fissando per il prossimo 6 dicembre il conferimento dell’incarico ad un perito che dovrà poi confrontarsi con i consulenti della difesa. Da chiarire c’è soprattutto la reale capacità dell’imputato di stare a processo e anche la possibilità che all’epoca dei fatti contestati abbia agito – come sostiene la difesa – non essendo in possesso delle piene facoltà mentali. Nel caso in cui dovesse passare la linea degli avvocati e dei periti della difesa Iezza potrebbe ottenere una riduzione di pena o addirittura – nel caso estremo – anche l’assoluzione per incapacità di intendere e di volere. L’imputato per questo processo si trova recluso ormai da due anni in carcere, nel penitenziario di Cosenza.

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