I soldi del reddito di cittadinanza per comprare la droga: 40 anni di cella ai pusher di Torre Annunziata

Ciro Formisano,  

I soldi del reddito di cittadinanza per comprare la droga: 40 anni di cella ai pusher di Torre Annunziata

Quattro condanne, due patteggiamenti. In tutto poco più di quarant’anni di carcere complessivi per sei imputati. E’ il verdetto emesso a carico dei presunti pusher del rione Provolera di Torre Annunziata. A quattro mesi dal blitz che a luglio ha portato all’arresto di sette persone, si chiude il primo capitolo del processo nato delle indagini coordinate dalla Procura di Torre Annunziata e condotte dai carabinieri.  In tutto sono cinquecento gli episodi di spaccio ricostruiti nel giro di due mesi, centoventicinque i capi di imputazione,  centinaia di cessioni di cocaina, crack e marijuana. Uno spaccato drammatico dell’emergenza spaccio a Torre Annunziata confermato anche dal fatto che i clienti della gang – come emerge dalle intercettazioni – avrebbero pagato i pusher persino con i soldi del reddito di cittadinanza.  Gli imputati «avevano avviato una fiorente attività di vendita di sostanze stupefacenti», un passaggio della nota diffusa il giorno degli arresti dal Procuratore, Nunzio Fragliasso. Droga venduta sia all’interno del quartiere ma anche con «consegne» a domicilio in altri Comuni della zona vesuviana. Una ricostruzione, quella degli inquirenti, confermata dalla condanna emessa nei giorni scorsi dai giudici del tribunale di Torre Annunziata.

Il processo lampo

Degli otto indagati in quattro hanno scelto di essere giudicati con il rito abbreviato. La condanna più pesante è toccata a Francesco Esposito, al quale i pm contestano novantanove capi d’imputazione e ben duecentoventicinque episodi di spaccio. Il giudice per le udienze preliminari, Fernanda Iannone, ha condannato Esposito a 12 anni di carcere. Dieci anni, invece, è la pena inflitta a Francesco Romito, accusato di cinquantuno episodi di spaccio. Sei anni a testa, invece, per Salvatore Langella e Rosa Ammendola. Ammendola, difesa dall’avvocato Mauro Porcelli, ha ottenuto gli arresti domiciliari ed ha lasciato il carcere.

I patteggiamenti

Hanno deciso di patteggiare, invece, altri due imputati. Si tratta di Aniello Palumbo e Salvatore Farina. Palumbo dovrà scontare una pena di quattro anni e quattro mesi, mentre Farina tre anni e quattro mesi.

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