Allerta meteo e scuole chiuse, i sindaci del Vesuviano alla deriva

Andrea Ripa,  

Allerta meteo e scuole chiuse, i sindaci del Vesuviano alla deriva

«Soli» a decidere se tenere aperte o chiuse scuole e parchi pubblici ogni volta che un bollettino della protezione civile invita le amministrazioni a tenere conto di «un’allerta meteo». «Soli» a prendersi insulti e improperi se viene presa una decisione o se ne viene presa un’altra. «Soli» perché tra un Comune e l’altro, seppur confinanti, i giudizi sulle indicazioni della protezione civile possono essere opposti. Anche ieri l’allerta meteo arancione diramata dalla regione indicava una giornata ad alto rischio a causa dei violenti temporali, costringendo il giorno precedente decine di sindaci a chiudere le scuole e i parchi pubblici. Da Torre del Greco a Pompei a Sarno, passando per Ercolano, Somma Vesuviana, Portici e Castellammare di Stabia. Tanti gli amministratori che hanno chiuso, tanti quelli che hanno “sfidato” il maltempo. Hanno avuto poi ragione questi ultimi, perché le precipitazioni si sono verificate in maniera ridotta a quanto l’allerta meteo di colore arancione aveva fatto pensare. Ma alla deriva a cui sono abbandonate le fasce tricolori del territorio sembra non esserci soluzione. Manca un metro di giudizio che metta d’accordo tutti, che eviti l’esposizione al tribunale sommario dei social degli amministratori del territorio. Il sindaco di Ottaviano, Luca Capasso, ieri mattina ha scritto al governatore della Campania, Vincenzo De Luca per aprire una fase di discussione e istituire «regole certe» sull’apertura e la chiusura di scuole, cimiteri e parchi in caso di allerta meteo. Un modo per adottare decisioni comuni ed evitare che i sindaci vengano abbandonati al loro destino. «Ho chiesto al presidente di istituire un tavolo di coordinamento dei sindaci che, insieme alla Protezione civile, individuino dei criteri che consentano agli amministratori di procedere alla eventuale chiusura delle scuole senza essere costretti a prendere decisioni sulla base esclusiva di un bollettino. L’inverno è lungo e non possiamo più consentire che i sindaci siano lasciati soli a decidere, in balia di studenti e genitori che vogliono informazioni (a volte usando modi poco gentili) e di dirigenti scolastici giustamente disorientati, per non parlare del fatto che spesso Comuni vicini prendono decisioni diverse, scatenando polemiche infinite. La scuola è un diritto che nessuno vorrebbe mai negare, ma a volte le previsioni fanno immaginare scenari apocalittici rispetto ai quali assumersi la responsabilità di lasciare le scuole aperte è complicato. E questa responsabilità ricade totalmente sui sindaci. Ma i sindaci non sono meteorologi, servono regole certe», è il grido d’allarme che s’alza dal Vesuviano. Ottaviano aveva chiuso le scuole lunedì scorso e non ieri. Un appello già raccolto dal primo cittadino di Poggiomarino, Maurizio Falanga. Gli allagamenti nella città che da un anno guida sono un dramma. «Servono regole certe e comuni sull’allerta meteo e la conseguente chiusura delle scuole. – le parole del primo cittadino di Poggiomarino – Altrimenti i sindaci restano in balia di una preoccupante incertezza».

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