Il disastro della gestione Tari, buco di 400mila euro nei conti del Comune di San Giuseppe Vesuviano

Andrea Ripa,  

Il disastro della gestione Tari, buco di 400mila euro nei conti del Comune di San Giuseppe Vesuviano

La conta dei danni dopo la bocciatura del Mef alle tariffe Tari 2021 a causa dei ritardi dell’amministrazione comunale di San Giuseppe Vesuviano, è un conto salato. Un buco di 400mila euro nei conti del Comune che la squadra di governo locale, trainata dal sindaco leghista Vincenzo Catapano, ha dovuto coprire con un «taglia e cuci» nel bilancio cittadino, togliendo risorse da alcuni capitoli di spesa per provvedere alla copertura di un servizio che resta con costi altissimi a fronte di una previsione di introiti molto più bassi per effetto dell’adeguamento alle tariffe dell’anno scorso (2020, ndr), ritenute valide dal ministero. C’è tutto questo dietro la vicenda che ha fatto discutere nei giorni scorsi e spinto i sei consiglieri della minoranza a firmare un esposto indirizzato alla procura di Nola e alla procura regionale della Corte dei Conti. A certificare l’ammanco dettato dalla trasmissione degli atti in ritardo ai funzionari del Ministero dell’Economia e delle Finanza è una delibera firmata dall’assessore Enrico Ghirelli, delegato al bilancio e promotore, prima della scadenza dei termini, di una modifica al bilancio approvato pochi mesi fa. «Visto che le tariffe tari anno 2021 sono state pubblicate sul MEF oltre la data del 28 ottobre 2021, per cui le tariffe applicabili sono quelle in vigore nell’anno 2020 e visto che le tariffe anno 2020 non coprono totalmente i costi del servizio di igiene urbana, si apportano variazioni di competenza e di cassa al bilancio», scrive Ghirelli nella delibera votata dalla giunta cittadina. «La differenza tra la previsione di entrata della Tari 2021 e quella dalla Tari 2020 è pari a 400.000 euro». Soldi che l’Ente di piazza Elena d’Aosta ha dovuto reperire nel bilancio comunale per coprire la voragine legata ai ritardi. «Vi è la necessità di apportare variazioni al bilancio di previsione derivanti dall’esigenza di realizzare gli interventi programmati , come da comunicazioni dei responsabili, agli atti dell’ufficio ragioneria, nonché per far fronte alla differenza della previsione della Tari scaturita dall’applicazione delle tariffe tari 2020 in luogo di quelle 2021. – scrive Ghirelli – A tal proposito sono state effettuate le seguenti riduzioni di spesa, si riportano le più significative: Riduzione Fcde (fondo crediti dubbia esigibilità) per 184.088 euro per effetto della riduzione dell’entrata Tari; utilizzo del fondo riserva per centomila euro, riduzione per le spese del personale previste per le nuove assunzioni, ed altre riduzioni di spesa varie». Una manovra salva-conti necessaria per l’amministrazione sangiuseppese al fine di continuare a garantire il servizio di raccolta dei rifiuti in città e che mette in mostra gli effetti della disastrosa gestione della vicenda Tari, perché sebbene siano state approvate entro i termini previsti, le tariffe per la tassa sui rifiuti sono state trasmesse in forte ritardo agli uffici del Mef. Un invio tardivo che ha costretto l’Ente a ritirare tutti gli avvisi di pagamento che erano già stati inviati ai contribuenti e provvedere a rifare i conti.

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