Veleni sul Puc a Striano, bocciati 43 emendamenti in consiglio

Andrea Ripa,  

Veleni sul Puc a Striano, bocciati 43 emendamenti in consiglio

Quasi dieci ore di consiglio comunale, 43emendamenti alle osservazioni sul piano urbanistico comunale: tutte bocciate. A Striano i veleni dopo la bocciatura di numerose comunicazioni inviate dai cittadini, compreso chi aveva già chiesto un permesso per costruire, vanno a sbattere contro il muro eretto dai consiglieri della maggioranza del sindaco Antonio Del Giudice. Un muro silenzioso, fatto di mani che s’alzano e bocciano una a una le proposte di discussione presentate dai consiglieri del gruppo EsserCi, composto da Nando Rendina e da Ulrico Gravetti. Entrambi, sia sul puc approvato a luglio scorso, che sulle osservazioni finite al centro dell’ultimo consiglio comunale hanno gettato tante ombre. Dubbi sollevati sulla decisione da parte dell’amministrazione di «favorire» – così hanno spiegato in aula – una parte della città «in danno» a un’altra parte della città. In alcuni casi ignorata dall’Ente di palazzo Filippetto Marino. Nel mirino degli emendamenti ci sono permessi negati ai cittadini, appelli dei commercianti che chiedono sostegno invece che restrizioni e strafalcioni clamorosi nell’analisi dei documenti. «Si approvano proposte in completo contrasto con il Puc. E questo lo hanno scritto i tecnici nel provvedimento», dicono i due consiglieri legati all’ex sindaco Aristide Rendina. Sì, anche questo c’è scritto nelle osservazioni finite al centro della lunghissima discussione in consiglio comunale di qualche giorno fa. Eppure, nonostante l’opposizione abbia fatto le “pulci” a ogni singolo atto, la maggioranza ha respinto ogni emendamento presentato contro quelli che sono apparsi essere «rigetti ingiusti» alle osservazioni dei privati al Puc. «Non siamo tecnici, politicamente possiamo fare poco», la difesa a oltranza prima dell’assessore Zimarra e poi del consigliere Sorvillo che hanno provato a gettare acqua sul fuoco. Non è bastato. Perché nell’aula consiliare riecheggiano ancora le accuse lanciate dalle forze di opposizione. «In alcune aree della città non permetteremo più ai cittadini di edificare, si bloccherà lo sviluppo di un intero paese. E poi i danni alle imprese e ai commercianti del territorio, dove i vincoli rappresenteranno un ostacolo», ancora l’affondo dei due soli consiglieri di EsserCi. Soli a sfidare la maggioranza, gli esponenti di Liberi di Scegliere hanno lasciato l’aula prima della discussione per evitare eventuali «conflitti di interesse» essendo anche loro firmatari di alcune osservazioni finite al centro della discussione. «Basta favoritismi a chi è simpatico a questa maggioranza», hanno urlato in aula Gravetti e Rendina. Tutto vano perché i 43 emendamenti sono stati tutti bocciati. Nel silenzio della maggioranza e nella platea semivuota del consiglio comunale: gran parte della comunità era infatti assente.

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