Massa Lubrense, Comune e imprenditori sott’inchiesta: ombre su concessioni demaniali, condoni e abusi

Tiziano Valle,  

Massa Lubrense, Comune e imprenditori sott’inchiesta: ombre su concessioni demaniali, condoni e abusi

Licenze edilizie e concessioni demaniali, ma anche permessi urbanistici, condoni, autorizzazioni ambientali e paesaggistiche. Una maxi inchiesta quella aperta sul Comune di Massa Lubrense e che vede in campo la guardia costiera di Castellammare di Stabia che ieri ha effettuato perquisizioni a raffica sia in municipio sia in alcune aziende turistiche della penisola sorrentina. L’ipotesi della Procura di Torre Annunziata è che vi siano irregolarità nelle procedure. I militari sono arrivati di primo mattino, ieri, al Comune di Massa Lubrense dove sono stati acquisiti documenti nell’ufficio tecnico e in quello del sindaco Lorenzo Balducelli. Gli investigatori mantengono il più stretto riserbo sull’operazione con i pm che, tra le tante piste, stanno verificando la regolarità degli iter per il rilascio di licenze edilizie e in particolare di concessioni demaniali anche per gli stabilimenti vip della penisola sorrentina, rilasciate nel corso degli ultimi anni. Sotto la luce dei riflettori ci sono ovviamente anche gli imprenditori che avrebbero beneficiato di atti fuorilegge. La Procura non esclude il coinvolgimento non solo di amministratori e dipendenti comunali ma anche di consulenti che hanno collaborato con l’ente nel corso delle ultime annualità. Al centro delle indagini pure le posizioni di attività ricettive e imprenditori che gestiscono le strutture ricreative che sorgono a ridosso dell’area marina protetta di Punta Campanella, zona tutelata e vincolata. Le indagini si legano anche alle prime inchieste della scorsa estate che portarono al sequestro eseguito all’interno del Maya Beach, stabilimento balneare, l’ex Conca Azzurra, su cui la Procura contesta ipotesi di abusivismo edilizio, disastro ambientale e deturpamento di bellezze naturali. Ad agosto furono apposti i sigilli ad alcune opere realizzate nella location. Al termine dell’operazione, vennero iscritti nel registro degli indagati Maria Grazia Martino, legale rappresentante della Sea Club srl, e suo figlio, Francesco Giglio, gestore di fatto della struttura. Senza dimenticare un’altra vicenda: quella di una spiaggia “spuntata” in pochi giorni in località San Montano col sequestro, sempre della guardia costiera, di un cantiere edile. Un intervento in corso in una struttura sulla quale in passato pendeva un ordine di demolizione. I proprietari dell’immobile sostengono si tratti di una costruzione antecedente al 1967, mentre l’accusa ritiene che l’opera sia stata realizzata in tempi più recenti. Il sospetto è che sia in corso un tentativo di appropriarsi di un pezzo di spiaggia pubblica. La Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia, coordinata dalla Procura, ha cominciato a lavorare sulla vicenda anche a seguito di un esposto molto dettagliato che è stato inviato al comando generale della guardia costiera. Un dossier dove si fanno nomi e cognomi delle persone che sarebbero invischiate in una serie di abusi edilizi commessi sia nell’area marina protetta di Punta Campanella, che in altre zone di Massa Lubrense, evidentemente con la complicità di chi dovrebbe vigilare ma non garantisce i necessari controlli. Ieri le perquisizioni e l’acquisizione di atti ritenuti fondamentali per le indagini.

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