Omicidio a Boscoreale, dolore e rabbia in città. Lutto cittadino a Boscoreale

Redazione,  

Omicidio a Boscoreale, dolore e rabbia in città. Lutto cittadino a Boscoreale

Antonio, ucciso nella sua pescheria da due rapinatori. Caccia agli assassini a Boscoreale
Reagisce a una rapina, pescivendolo ucciso a Boscoreale

In via Giovanni Della Rocca, a Boscoreale, dove ieri sera è stato ucciso con un colpo di pistola il titolare di una pescheria, Antonio Morione, di 41 anni, arriva il marito della figlia, Luigi. La coppia vive a Roma, ed è rientrata in nottata, “Non è giusto morire così – dice Luigi ai giornalisti – e non è giusto per uno come Antonio, che era pronto a lasciare la propria attività se c’era da aiutare qualcuno in difficoltà”. Tra i residenti e gli amici del pescivendolo la rabbia si mischia al dolore per quella che appare una morte non ‘annunciata’ ma prevedibile sì. “Le telecamere promesse del sistema di videosorveglianza non sono state attivate – dice una giovane donna – e ad 800 metri c’è una caserma”. Immagini di telecamere private sarebbero comunque state acquisite dai carabinieri della Compagnia di Torre Annunziata che conducono le indagini. Molte critiche si appuntano sulla mancanza di prevenzione. “A Boscoreale – dice una cronista locale – le pescherie sono in tutto quattro e si sa che in questi giorni si realizza il guadagno di tutto l’anno”. “Ad Antonio volevano rubare l’ incasso – dice un suo amico – non il guadagno, perciò ha reagito”.

Testimone, omicidio avvenuto prima delle 21

Una testimone anticipa l’orario dell’uccisione di Antonio Morione. Pina Cavaliere, dell’associazione “Stella Cometa”, che ha costituito un comitato antiracket, racconta ai giornalisti di avere udito “tre o quattro colpi di arma da fuoco tra le 20 e le 20 30”. “Ero a poche centinaia di metri dalla pescheria, ed avevo intenzione di andare a comprare il pesce da Antonio, che conoscevo da anni. Avevamo tenuto una riunione della nostra associazione, ed era appena finita. Ho sentito gli spari, ho visto la folla ed ho sentito gridare. Alle 22 la strada era stata transennata e chiusa al traffico”.

Lutto cittadino a Boscoreale

Il sindaco facente funzione di Boscoreale, Francesco Faraone, con apposita ordinanza, ha proclamato il lutto cittadino per la giornata di oggi in segno di cordoglio per la morte del commerciate Antonio Morione, e ha disposto l’esposizione a mezz’asta, sugli edifici comunali, della bandiera della Repubblica Italiana e di quella Europea.

Fiori e lumini sul luogo del delitto

“Sei morto per difendere il frutto del tuo lavoro. Spero che chi ha fatto ciò, paghi”. E’ scritto così, accanto ad un fascio di rose rosse depositate davanti alla saracinesca abbassata della pescheria “Il delfino”. Fasci di rose, lumini accesi, e qualche biglietto viene aggiunto dai passanti in via Giovanni della Rocca: “Non è giusto morire per difendere il proprio lavoro ed i propri sacrifici” ha scritto un’associazione locale. All’ interno della pescheria, chiusa, il telefono ha squillato a lungo stamattina presto. Chi non sapeva dell’accaduto chiamava per prenotare il pesce ed i frutti di mare della cena della Vigilia di Natale, una tradizione di Napoli e provincia.

Antonio ultimo erede di una tradizione di famiglia

Quella di Antonio Morione è una famiglia con un’antica tradizione nella commercializzazione di prodotti ittici. Lo ricordano i tanti residenti della città vesuviana che negli anni hanno conosciuto prima il padre dell’uomo, impegnato assieme ad altri parenti in questo tipo di attività, e poi i figli Antonio e Giovanni, titolari a loro volta di due esercizi commerciali posti a poche centinaia di metri l’uno dall’altro su quella che è una lunga arteria viaria che conduce fino a Torre Annunziata. Due attività, ”Il delfino” e ”La rosa dei venti”, unite ieri sera da un comune destino: stando a quanto ricostruito dai carabinieri che indagano sulla morte di Antonio Morione, entrambe sono infatti state oggetto di rapine, che potrebbero essere state compiute dalla stessa banda. La prima ha interessato ”La rosa dei venti”, in via Armando Diaz, dove sono stati portati via soldi (da definire ancora in che misura); la seconda la pescheria ”Il delfino”, che non sarebbe andata in porto a causa della reazione del titolare che ha squarciato una ruota dell’auto, episodio che ha scatenato la reazione del rapinatore armato di pistola.

 

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