Torre del Greco, via al «mercato di riparazione» in maggioranza: Palomba cerca nuovi alleati

Alberto Dortucci,  

Torre del Greco, via al «mercato di riparazione» in maggioranza: Palomba cerca nuovi alleati
Al centro il sindaco Giovanni Palomba

Torre del Greco. Da (Giovanni) Palomba a (Cristoforo) Colombo può essere un attimo, il tempo di una seduta del consiglio comunale. E la sgangherata carovana del buongoverno uscita vincitrice dalle elezioni delle 20 euro del 2018 si può trasformare in una vecchia caravella in cerca della direzione «giusta» per evitare pericolosi scogli di fine mandato. Sono solo alcuni degli spunti regalati dall’ultima riunione del 2021 dell’assise di palazzo Baronale, dove si è ufficialmente aperto il «mercato di riparazione» per mantenere in piedi la maggioranza guidata dallo storico figlioccio della Dc all’ombra del Vesuvio. Tra la solita valanga di debiti fuori bilancio e l’annunciata proroga dei contratti ai precari del settore politiche sociali, infatti, l’ex senatore Nello Formisano – uno dei «trasformisti» imbarcati da Giovanni Palomba & company a gennaio – ha inaugurato la «campagna acquisti» e invitato i due pentastellati Vincenzo Salerno e Santa Borriello «a dare una mano a governare la città». Confermando le difficoltà di programmazione dell’amministrazione comunale e la necessità del primo cittadino di trovare nuovi «equilibri».

La «corte» ai 5S

Il «parallelo» tra Giovanni Palomba e Cristoforo Colombo è stato lanciato dall’ex sindaco Valerio Ciavolino, pronto a tacciare d’incapacità Giovanni Palomba e a sottolineare come l’amministrazione comunale continui «a navigare a vista» e a rischiare di finire contro uno scoglio. «Non come il Titanic perché era un transatlantico – le parole dell’ex enfant prodige di Forza Italia – ma come una piccola barca in mezzo alla tempesta». Un paragone raccolto da Nello Formisano, pronto a confermare la «navigazione a vista» e a invitare i grillini a saltare a bordo come da «modello nazionale». Un invito respinto – come già accadde a gennaio, all’epoca in cui fu direttamente Giovanni Palomba a provare il disperato abbordaggio – senza indugi, anzi: «Si deve tornare subito alle urne – l’affondo di Vincenzo Salerno – Questa amministrazione comunale non solo ha fallito per tre anni e mezzo, ma ha smesso di parlare con i cittadini e ha spento di entusiasmi di tutti».

Il coccodrillo pentito

Chi, invece, non ha perso un minuto per raccogliere l’assist dell’ex senatore è stato il «coccodrillo» Ciro Piccirillo: «Non sempre navigare a vista è un male – si è spinto a sostenere l’ex dissidente, evidentemente «pentito» del passaggio all’opposizione -. Fino al termine del mandato, si potrebbero ipotizzare 3 o 4 punti su cui lavorare in sinergia». Alle spalle di Ciro Piccirillo, poi, ci sarebbe la fila: a partire da Salvatore Gargiulo e Simone Gramegna – entrambi strategicamente assenti in aula – fino al «neutrale» Pasquale Brancaccio.

Lo stallo del Pd

Insomma, a gennaio il sindaco potrebbe «acquistare» senza difficoltà quattro voti. Uno scenario capace di raffreddare i propositi di ritorno alle urne ventilato dagli infiltrati del Pd in consiglio comunale durante l’incontro di maggioranza organizzato a metà dicembre nella stanza del presidente del consiglio comunale Gaetano Frulio. Ma le insidie per Palomba-Colombo potrebbero non essere finite con la mareggiata di fine anno.

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