Ercolano, boom di turisti nell’anno del virus: il fascino degli Scavi batte il Covid

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Ercolano, boom di turisti nell’anno del virus: il fascino degli Scavi batte il Covid
Gli Scavi di Ercolano

Ercolano. Il fascino degli Scavi e i tesori dell’antica Hercolaneum battono il virus arrivato dalla Cina. Si chiude, infatti, in modo decisamente «positivo» il bilancio del 2021 del Parco archeologico di Ercolano: secondo i dati del Ministero della Cultura, i visitatori nel secondo anno di emergenza sanitaria legata al Covid-19 sono stati 152.835 rispetto ai 100.424 registrati nel 2020. Un vero e proprio boom, a conferma della qualità dell’offerta per i turisti.

Sul versante delle iniziative culturali, infatti, il Parco Archeologico ha ospitato la rassegna ‘Gli Ozi di Ercole’ – dieci lezioni spettacolo che hanno fatto registrare un boom di partecipanti al punto da essere replicate anche on line sul sito facebook – mentre durante le festività natalizie sono stati accolti in sicurezza i visitatori e per richiamare il clima di festa l’ingresso principale è illuminato di rosso: l’iniziativa rientra nella programmazione congiunta del Parco Archeologico con il Comune di Ercolano e gli stakeholders territoriali. «Il 2022 sarà un anno ricco di eventi e di iniziative – commenta sulla pagina facebook, il direttore del Parco archeologico Francesco Sirano -. Insieme alla comunità del Parco e a tutti i visitatori vogliamo guardare insieme a un futuro ricco di speranza e di solidarietà».

Nel 2020 il sito archeologico è stato chiuso per pandemia da Covid 19 nei mesi di aprile, maggio e dicembre. Il 2 giugno ha riaperto al pubblico, con prenotazione on line, contingentamento e chiusura settimanale del martedì. A luglio, settembre e ottobre ha consentito l’ingresso con presenze contingentate.

Più roseo il 2021, quando il Parco è stato chiuso solo nel mese di marzo per le regole imposte dalla pandemia; dal 1 al 30 aprile ha riaperto per un giorno al pubblico con chiusura settimanale del mercoledì per poi tornare da maggio a oggi alla normalità.

Al Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa, al confine tra Portici e Napoli, il 2020 ha fatto registrare 53.500 visitatori a fronte dei 106.000 (dato aggiornato al 28 dicembre) del 2021. «Il dato è incoraggiante e conferma che la strada intrapresa da Fondazione FS per lo sviluppo dei propri siti museali è quella giusta – commenta il direttore del Museo, Oreste Orvitti – Infatti, è da evidenziare che nel corso del 2021 le normative per il controllo della pandemia ci hanno imposto la chiusura per tutto il primo quadrimestre e, grazie alle iniziative avviate dalla riapertura, siamo riusciti a conseguire un buon risultato in termini di presenze».

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