Torre del Greco, la doppia morale di Frulio: lascia la maggioranza e mantiene lo stipendio da capo dell’assise

Alberto Dortucci,  

Torre del Greco, la doppia morale di Frulio: lascia la maggioranza e mantiene lo stipendio da capo dell’assise
Gaetano Frulio e Luisa Liguoro

Torre del Greco, Palomba rischia il botto di Capodanno: scaricato dagli infiltrati del Pd, caccia a una nuova maggioranza

Torre del Greco. L’ultimatum era stato lanciato all’indomani della festa dell’Immacolata: «Puoi scegliere tra un altro anno e mezzo da capo dell’assise oppure altri cinque anni da consigliere comunale». Alla fine, al termine di tre settimane di riflessioni e trattative, Gaetano Frulio – insieme alla partner elettorale Luisa Liguoro – ha scelto una redditizia via di mezzo: addio alla maggioranza di Giovanni Palomba, ma non alla poltrona a stipendio fisso del Comune. Si chiude con il botto il tormentato 2021 della carovana del buongoverno uscita vincitrice dalle avvelenate elezioni delle 20 euro del 2018, con il sindaco costretto a fronteggiare lo strappo degli infiltrati del Pd a palazzo Baronale. Pronti a invitare – in un’accorata e, in diversi passaggi, stucchevole lettera aperta – il primo cittadino a chiudere «con dignità» l’esperienza alla guida della quarta città della Campania.

La bufera annunciata

A dispetto della calma apparente registrata durante l’ultima seduta dell’assise cittadina, il fuoco sotto la cenere dei disastri messi in fila dall’amministrazione comunale – come ampiamente raccontato da Metropolis Quotidiano – aveva cominciato a bruciare forte già da tempo. Poi lo spettro di un possibile ritorno in campo dell’ex sindaco Ciro Borriello – oggi alle prese con il processo nato dall’inchiesta su mazzette & rifiuti – aveva fatto il resto. Ovvero, convinto diverse correnti del Pd a spingere per la fine anticipata del mandato e il ritorno alle urne già nel 2022. E se i riferimenti del consigliere regionale Loredana Raia – l’assessore ai lavori pubblici Felice Gaglione e la «maestrina» Iolanda Mennella – sono rimasti alla finestra, i due avvocati legati all’eterno candidato Luigi Mennella sono stati costretti a spingere sull’acceleratore. Prima attraverso riunioni informali con gli alleati per sondare il terreno sulla disponibilità, poi attraverso il concreto addio alla sgangherata coalizione nata dall’inciucio di gennaio.

La lettera a cuore aperto

Come da deformazione professionale, Gaetano Frulio e Luisa Liguoro hanno voluto affidare a una lettera aperta – un copione già visto a San Silvestro del 2019, prima di passare all’incasso della carica di presidente del consiglio comunale e di delegata alla candidatura del corallo a patrimonio dell’Unesco – le ragioni della loro «scelta politica». Una missiva scritta «con il cuore in mano» in cui i due professionisti prestati alla politica riepilogano la lunga lista dei fallimenti dell’amministrazione comunale e auto-celebrano i (presunti) risultati centrati come esponenti della maggioranza. Il tutto, condito da pesanti accuse a «alcuni politic(ant)i convinti che tutto sia consentito e che si può “tirare a campare” senza programmare» e all’apparato burocratico dell’ente di palazzo Baronale. Insomma, come a dire: qui, tranne noi, non funziona nulla.

L’invito alle dimissioni

Le due paginette in «bello stile» firmate dalla coppia di avvocati si concludono con il «sogno» cullato dal loro riferimento di area Pd: «Siamo sempre stati con te e non rinneghiamo i percorsi fatti di comune accordo, ma adesso basta – il messaggio di fine anno per Giovanni Palomba – Ti invitiamo a non continuare a tirare a campare, ma ad andare a casa con dignità. Hai trovato i primi due consiglieri comunali pronti a firmare le dimissioni dalla carica». Ma finché non ci saranno ulteriori 11 firme per staccare definitivamente la spina a Giovanni Palomba & company – ipotesi tutta da verificare – lo stipendio fisso da presidente del consiglio comunale andrà sempre a Gaetano Frulio. Ma con dignità e con il cuore in mano.

@riproduzione riservata

CRONACA