Scafati, le pagelle della giunta: sindaco bocciato, ha cambiato 17 assessori in 2 anni e mezzo

Adriano Falanga,  

Scafati, le pagelle della giunta: sindaco bocciato, ha cambiato 17 assessori in 2 anni e mezzo

Due anni e mezzo, e ben 17 assessori nominati dal sindaco Cristoforo Salvati. Tempo di giudizi, tra promossi e bocciati. Sindaco Cristoforo Salvati, deleghe a Tributi, Pics, Urbanistica. Un “non leader” di una “non coalizione”. Sottoposto a ripetuti gioco forza da una maggioranza di novizi alla politica, braccato da uffici vuoti per carenza di personale e stretto nella morsa del Covid, Salvati non è mai riuscito a creare attorno a se una squadra coesa. Sono tuttemine vaganti. La domanda è: in altri contesti, sarebbe stato lo stesso? Voto 5. Serena Porpora, vicesindaco con deleghe a Villa Comunale, Verde, Partecipate. Poca cosa, politicamente parlando. Paga l’inesperienza e un gruppo consiliare in perenne conflitto. Due inaugurazioni per due chiusure della villa comunale, rimandata. Voto 4,5. Alfonso di Massa (scuola, cultura, agricoltura). Ha sostenuto la riforma dei plessi scolastici, salvo poi non votarla in Giunta. Ha cucito addosso alla “sua” Pro Loco una rassegna natalizia, che però è stata a costo zero per l’Ente. Cammina su un binario unico, entra ed esce dall’esecutivo. Resta ancora il presidente della fallita Scafati Sviluppo. Voto 5. Arcangelo Sicignano (commercio, innovazione, patrimonio). Deleghe importanti, ma la sua attività si richiude nel perimetro della mediaticità e dell’annuncismo. Doveva incassare 2 milioni di euro dalla vendita del patrimonio immobiliare, l’asta ne ha venduto solo uno per 80mila, costringendo l’esecutivo a coprire il buco di bilancio in altro modo. Non in aspettativa, aveva ben pensato di incassare mezza indennità, e l’altra metà tramite rimborsi lavorativi, oltre allo stipendio pieno. One man show, voto 4,5. Daniela Ugliano (ambiente, contenzioso, manutenzione). Più di tutti ha pagato la carenza di personale, restando in un limbo istituzionale fino a che le nuove assunzioni non le hanno dato linfa. Ha avviato campagne di sensibilizzazione alla differenziata, istituito la Consulta e soprattutto iniziato le transazioni dei contenziosi. Va incoraggiata. 6 meno. Pasquale Vitiello (lavori pubblici, sport, polizia municipale). Molto presente e competente, sta cercando di trascinare l’Ato 3 dove è consigliere, di risolvere la questione allagamenti. Francamente, potrebbe fare ancora meglio data l’esperienza. Voto 6. Raffaele Sicignano (politiche sociali, cimitero). Forse l’assessore con le spalle più larghe, molto operativo e disponibile, pronto sempre a mettere mano al portafogli. Una gestione del welfare ordinaria, senza colpi di genio. In forte ritardo sul cimitero, sia per le concessioni vecchie, che per i nuovi loculi. Voto 6 meno. Nunzia Di Lallo (Bilancio e Personale). E’ la più bistrattata dai colleghi, ma quanto a volontà e operatività meriterebbe 10. Ha chiuso il 2020 concretizzando le assunzioni in un mese, se non le avesse fatte, avrebbe ricevuto un 3. Le ha fatte, voto 7. Mario Santocchio (Presidente del Consiglio). L’unico vero tessitore, con una visione politica. Forse senza di lui si era già tornati al voto. Vicesindaco di fatto. Voto 7.

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