Deiulemar, un’altra beffa a 5 Stelle: truffati esclusi dai ristori del Fir

Alberto Dortucci,  

Deiulemar, un’altra beffa a 5 Stelle: truffati esclusi dai ristori del Fir
Dieci anni di (false) promesse dal M5S ai truffati Deiulemar

Torre del Greco. La prima doccia gelata del 2022 per gli obbligazionisti traditi dagli armatori-vampiri della Deiulemar compagnia di navigazione arriva direttamente da Roma: bocciato l’emendamento per l’accesso dei risparmiatori dell’ex colosso economico di via Tironi al fondo stanziato dal governo per le «vittime» di banche e istituti di credito. La crociata «caldeggiata» dagli esponenti del M5S – il deputato Luigi Gallo, a cavallo tra novembre e dicembre, aveva promosso insieme ai consiglieri comunali Vincenzo Salerno e Santa Borriello – si è scontrata contro i «numeri» dell’aula: non sono bastate le mille firme raccolte all’ombra del Vesuvio per trasformare in realtà le aspettative degli obbligazionisti dell’ex «banca privata» di Torre del Greco. L’obiettivo era chiaro e semplice: ottenere il riconoscimento dei truffati della cosiddetta Parmalat del mare alla stregua delle vittime degli istituti di credito. «La proposta di legge che stiamo avanzando per consentire l’accesso al fondo deve trovare il supporto di tutte le forze politiche – sottolineò lo scorso autunno Luigi Gallo – e nei prossimi giorni lavorerò a incontri con tutti per ottenere il pieno sostegno dai responsabili di ogni partito della maggioranza di governo». Evidentemente, il «lavoro» annunciato dal pentastellato seduto tra i banchi della maggioranza di Montecitorio non è bastato per ottenere il risultato sperato da 13.000 famiglie di ex obbligazionisti della Deiulemar compagnia di navigazione.

La delusione dei truffati

La notizia della bocciatura dell’emendamento presentato dagli esponenti del M5S è rimbalzato subito all’interno dei blog frequentati dai risparmiatori traditi dalla Deiulemar compagnia di navigazione. Scatenando rabbia e rassegnazione per l’ennesima beffa politica: «Tanto rumore per nulla, bisogna combattere per le cose concrete e non inseguire i sogni», l’amaro commento di uno «storico» obbligazionista. Inevitabili, poi, le accuse di chi non si è mai lasciato ammaliare dagli spot a cinque stelle: «I grillini sono usciti allo scoperto – scrive una truffata – Hanno detto che con tutta la loro buona volontà, il fondo indennizzo per i risparmiatori non è passato in parlamento. Poverino chi ha creduto per anni a questa grossolana illusione». E a chi, disperatamente, prova a difendere Luigi Gallo & company – sottolinenando l’impegno profuso per la vicenda – c’è chi risponde a muso duro: «Luigi Gallo siede tra i banchi della maggioranza – la replica – E allora perché siede in una maggioranza che non si cura delle necessità degli elettori di Luigi Gallo?». Interrogativo, al momento, senza risposta.

La nuova promessa

Davanti alla pioggia di veleni e accuse arrivate dalle vittime del grande crac all’ombra del Vesuvio, Luigi Gallo ha subito provato a rilanciare: «Oggi ci siamo arenati – ammette il deputato di Torre del Greco -. Ma continuerò con il M5S a chiedere giustizia per i risparmiatori truffati da società italiane che hanno esercitato abusivamente raccolta di risparmio. Continuerò il percorso di attenzione rispetto a una vicenda così grave attraverso l’interlocuzione con la commissione inchiesta sulle banche e la commissione finanze per staudiare una proposta in grado di portare la vicenda della Deiulemar compagnia di navigazione in parlamento». Insomma, le stesse promesse ascoltate per dieci anni. E che, fino a oggi, non hanno portato da nessuna parte.

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