Badante uccisa a Torre Annunziata, nella casa del prof assassino una pistola e 50 proiettili

Ciro Formisano,  

Badante uccisa a Torre Annunziata, nella casa del prof assassino una pistola e 50 proiettili

Nella cassaforte dove nascondeva la pistola usata per il delitto c’era anche una scatola con all’interno 35 cartucce calibro 9 per 21 oltre ad un altro contenitore che custodiva ben 21 bossoli esplosi dello stesso calibro. E’ uno dei retroscena che emergono dalle indagini sull’omicidio di Maria Baran, la badante ucraina di sessantasette anni assassinata il 15 dicembre scorso da Pellegrino Reibaldi, ex docente del liceo di ottantuno anni, nell’abitazione di quest’ultimo a Torre Annunziata, in via Gambardella. Dai controlli eseguiti dopo il delitto all’interno dell’appartamento è venuto fuori che Reibaldi coltivava una vera e propria passione per le armi. Oltre alla pistola regolarmente detenuta con la quale ha sparato e ucciso la povera sessantasettenne, infatti, Reibaldi era in possesso di numerose cartucce. I carabinieri hanno anche trovato e sequestrato, nella sua abitazione, la denuncia di possesso – presentata dall’uomo alla polizia nel 2009 – di 50 colpi di pistola e di una Beretta (l’arma poi utilizzata per il massacro della badante). Reibaldi, per questo delitto è finito in carcere in esecuzione di un decreto di fermo emesso dalla Procura di Torre Annunziata e convalidato dal tribunale oplontino. L’accusa è di omicidio volontario. Secondo la ricostruzione fornita dallo stesso indagato, l’ex docente avrebbe ucciso la donna perché “colpevole”, a suo modo di vedere, di non prendersi cura di sua sorella allettata. Da qui le prime discussioni tra i due, fino al pomeriggio di follia del 15 dicembre, quando Reibaldi ha deciso di tirare fuori la pistola dalla sua cassaforte e di sparare quattro colpi all’indirizzo della vittima. Sin dal primo momento l’uomo ha ammesso le sue responsabilità, confessando di aver ucciso la badante. La difesa, vista l’età dell’ex docente, sta valutando l’ipotesi di richiedere il trasferimento in una struttura specializzata.

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