Pavarese su Caneo: «E’ l’uomo in più di questa Turris»

metropolisweb,  

Pavarese su Caneo: «E’ l’uomo in più di questa Turris»

Il nuovo rinvio imposto dalla Lega di serie C per far fronte all’aumento dei contagi Covid, ha ridisegnato un po’ il piano di lavoro della Turris. I corallini hanno infatti eseguito una sgambatura in famiglia nella giornata di sabato prima del rompete le righe. Il gruppo tornerà ad allenarsi allo stadio “Amerigo Liguori” mercoledì quando si penserà più concretamente alla sfida contro il Picerno in programma il 23 gennaio. Chi sta osservando da lontano l’ottimo cammino della Turris è Luigi Pavarese che con Bruno Caneo ha condiviso la parentesi Rieti dandogli per la prima volta una panchina da primo allenatore dopo anni vissuti da vice al fianco di Gian Piero Gasperini: “Ebbi modo di conoscere Bruno qualche anno fa – racconta Pavarese – l’avrei voluto portare con me a Cuneo dove ero in predicato di fare il nuovo direttore sportivo. Poi decisi di non accettare più quel club e così svanì anche l’approdo sulla panchina di Caneo. Il mio rapporto con lui nacque però ufficialmente quando allenava la squadra Primavera del Parma. Da lì in poi ha fatto per anni il vice allenatore di Gasperini come sanno tutti. Ho sempre apprezzato la sua grande signorilità, ha sempre rispettato il lavoro altrui. A doti umane davvero eccezionali, riesce ad instaurare un legame con i ragazzi che ho visto raramente in tanti anni che faccio calcio. È uno che ha credibilità nei calciatori, si batte tanto per loro. Questo gli permette di avere la loro totale disponibilità nel praticare il suo calcio”.
Per l’ex dirigente, tra le altre di Napoli ed Avellino, Caneo è un allenatore che crede tanto nel lavoro settimanale senza avere gerarchie predefinite: “Osserva attentamente tutta la settimana dei suoi ragazzi, non ha scelte predefinite. La bravura più grande di Caneo sta soprattutto, guardando un po’ la Turris, nell’aver trasformato o completato qualche calciatore che in passato aveva perso continuità di rendimento. Il primo nome su tutti è Giannone che con Bruno sembra aver trovato un mentore straordinario. Stesso discorso per Tascone ma ne potrei aggiungere altri ancora. Se il collettivo Turris entusiasma per gioco e voglia di fare, il merito è senza dubbio dell’allenatore che ha saputo inculcare la cultura del lavoro nei suoi ragazzi entrando di fatto nella loro mente. Quest’ultimo aspetto lo notai quando lo presi al Rieti. Avevamo problemi societari enormi, ma Caneo in due giorni riuscì a trasmettere a quel gruppo grandi valori umani. Quella squadra sembrava ormai preda della disperazione e invece grazie al mister in campo tutti si aiutavano dando il 130% in una situazione davvero complicata”.
Per Pavarese, la Turris non è una sorpresa: “Lo è per chi non conosceva Caneo e questa dirigenza. La fortuna dei corallini, ed in generale di noi direttori sportivi, è che Caneo fa l’allenatore classico. Non chiede o pretende nulla, gli basta stare in campo e lavorare. A Torre è stato doppiamente bravo perché veste anche i panni del pompiere in una piazza calda e passionale dove gli eccessi in positivo e negativo possono essere pericolosi. La Turris, parliamoci chiaro, non è costruita per vincere il campionato ma con Caneo ha dato e darà fastidio a tutti. Penso il traguardo dei play-off sia un giusto premio per Bruno, i ragazzi e tutta la dirigenza. Girone di ritorno? Vedo nella Turris la fame di chi non vuole fermarsi. È un po’ lo spirito del suo tecnico che da vecchio mediano era uno che non mollava un centimetro. L’arrivo di Zampa darà una grossa mano a tutti. Anche Enrico stava con me a Rieti. Hanno fatto davvero un acquisto intelligente”.
Bruno Galvan

CRONACA