Scafati. Risarcimento da 20 milioni di euro, La Regina batte cassa

Adriano Falanga,  

Scafati. Risarcimento da 20 milioni di euro, La Regina batte cassa

La Regina batte cassa, depositata la richiesta di risarcimento danni per oltre venti milioni di euro, che l’azienda conserviera ha chiesto al Comune di Scafati. Sullo sfondo un contenzioso giudiziario che ha visto soccombere l’ente scafatese davanti al Consiglio di Stato. La stessa azienda, che tra non poche polemiche, ha beneficiato un anno fa di un permesso a costruire approvato in consiglio comunale dalla maggioranza di Cristoforo Salvati. «Non eravamo in alcun modo a conoscenza di tale contenzioso, atteso che il ricorso è pervenuto il 29 settembre 2021, circa un anno di distanza dalla stipula della convenzione», chiarisce il sindaco ad una interrogazione sul tema presentata da Michele Grimaldi. «Mi pare emergano due punti estremamente preoccupanti da questa nostra interrogazione. Uno di natura contabile, l’altro più propriamente politico-amministrativo, ma tra di essi collegati – risponde il consigliere di minoranza – Da una parte il sindaco conferma che in occasione dei prossimi bilanci, in una situazione già estremamente precaria e deficitaria, si potrebbe allargare il buco dei conti dell’ente, e in maniera abbastanza vistosa. Dall’altra, se è vero che il sindaco è venuto a conoscenza di questa richiesta di risarcimento dopo la stipula della convenzione con la società, appare però altrettanto evidente che il contenzioso da cui questa richiesta scaturisce era antecedente». L’azione proposta con il ricorso dall’azienda “La Regina” di via Nuova San Marzano attiene ad una presunta responsabilità di Palazzo Mayer relativamente ad un provvedimento di annullamento di una Cila. Il permesso era funzionale all’installazione, nell’area libera esterna all’opificio, di una struttura di sostegno in profilati metallici dell’apparecchiatura industriale rappresentata da torri di raffreddamento, macchinario necessario per il lay-out aziendale e finalizzato a ridurre il consumo idrico. L’impianto è rimasto inerte dall’emissione del provvedimento gravato (04.2018) fino al pronunciamento del Consiglio di Stato (01.2021). Un lasso di tempo che avrebbe comportato, secondo le stime dell’azienda, un danno produttivo di 20,2 milioni di euro. Il consiglio comunale un anno fa ha deliberato una convenzione che concedeva un permesso di costruire per un ampliamento industriale di circa 50mila metri quadrati all’azienda. «Una duplice beffa – insiste Grimaldi – una convenzione ed un permesso di costruire rilasciati dal sindaco e dalla sua maggioranza ad una società che avrà la possibilità di cementificare una porzione importante del nostro territorio, e che al tempo stesso chiede poi alla città e ai suoi cittadini 20 milioni di euro di risarcimento. Una situazione paradossale ed inaccettabile, di cui Salvati è direttamente responsabile». Alla richiesta di risarcimento danni il Comune opporrà resistenza.

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