Sarno, i Pm indagano anche sugli oneri di depurazione imposti ai cittadini
CRONACA
22 marzo 2022

Sarno, i Pm indagano anche sugli oneri di depurazione imposti ai cittadini

Redazione

Su disposizione della Procura della Repubblica presso il tribunale di Torre Annunziata i carabinieri del Comando Gruppo per la Tutela Ambientale di Napoli, hanno richiesto l’acquisizione di atti presso enti e istituzioni per dare corpo alle indagini sull’inquinamento del fiume Sarno. Dopo aver controllato le aziende ubicate nel territorio hanno chiesto atti alla Direzione Generale Difesa Suolo e Ambiente, all’Ufficio Centrale Grandi Opere e Bonifiche e all’Ufficio Speciale Centrale Acquisti e procedure di finanziamento della Regione Campania. Stessa richiesta è stata fatta all’Ente Idrico Campano, alla Gori, al Consorzio di Bonifica Integrale.

Nel corso delle indagini condotte dai Noe di Napoli e Salerno si è accertato che numerosi Comuni ubicati nel territorio del bacino idrografico del Sarno risultano privi di collettamento agli impianti di depurazione esistenti o addirittura privi di una propria rete fognaria, con la conseguenza che le acque nere delle abitazioni vengono riversate direttamente nel fiume Sarno, contribuendo ad aggravarne l’inquinamento.

«La presenza di tali contaminanti nelle acque del fiume assume particolare rilevanza per le possibili conseguenze negative sulla salute dell’uomo e degli animali, poiché si tratta di organismi patogeni capaci di provocare malattie trasmesse per via idrica e, attraverso differenti modalità, di infettare e dare origine a patologie mediante la circolazione dei germi patogeni (circuito oro-fecale)», scrive la Procura in un comunicato.

L’attività delegata ai Carabinieri dalla Procura di Torre Annunziata si pone quale obiettivo quello di verificare l’attuale quadro dello stato di inquinamento del fiume Sarno, le modalità di gestione degli impianti depurativi, lo stanziamento e l’utilizzo dei finanziamenti, l’importo delle somme di denaro richieste ai cittadini quale “onere di depurazione” e l’utilizzo delle stesse in termini di attività a tutela del corso d’acqua interessato dal grave inquinamento. L’attività investigativa, denominata convenzionalmente “Rinascita Sarno” ha controllato opifici industriali e impianti di depurazione consortili: su 449 aziende ubicate nel territorio del bacino idrografico del Sarno (conciare, tessili, conserviere, di smaltimento rifiuti) 74 sono state poste sotto sequestro. Un’attività che ha già portato a 264 denunce.