Scavi di Ercolano, la Casa della Gemma torna a nuovo splendore
Ercolano. Risplende di nuova luce la Casa della Gemma, famosa per i preziosi pavimenti a mosaico, all’interno del parco archeologico di Ercolano. Dopo gli interventi di restauro e un lavoro certosino di riposizionamento delle tessere del mosaico, a partire da oggi la domus sarà aperta – in via sperimentale, a ingressi contingentati – al pubblico e alle scuole.
La Casa della Gemma prende il nome dal ritrovamento di una gemma con l’immagine di Livia erroneamente attribuita a questa casa, mentre in realtà viene dalla Casa del Granianus che un tempo era parte di un’unica grande domus con affaccio sul mare, probabilmente appartenente alla famiglia di Marco Nonio Balbo. Il lungo lavoro, iniziato tra il 2004-2005 ha visto gli archeologi impegnati in una schedatura dei particolari, in una manutenzione programmata su architravi e murature.
In particolare l’Herculaneum Conservation Project – partner privato – ha realizzato nel 2006 una copertura ‘sperimentale temporanea’ con materiali leggeri a basso impatto ambientale. In un secondo momento l’attività di regimentazione delle acque dell’intera insula, che comprende anche le Case di Grananius e quelle del Rilievo di Telefo e dei Cervi, ha reso necessari lavori di ricostruzione della vasca dell’impluvium che sorge nell’atrio della Casa della Gemma. «Il lavoro è stato condotto essenzialmente sui mosaici e ha riguardato questa Casa, ma anche una parte della Casa del Rilievo di Telefo e quella di Granianus e uno dei criptoportici della Casa dei Cervi» spiega il direttore del parco archeologico di Ercolano, Francesco Sirano. «Dopo aver riportato in uno stato di sicurezza i pavimenti – prosegue – possiamo riaprire la domus e aggiungere al percorso dell’antica Herculaneum anche questo che è uno dei gioielli che faceva parte di una grande abitazione appartenuta alla famiglia dei Noni Balbi, suddivisa in tre unità abitative, che nell’ultima fase vede trasformato lo stesso atrio».
Ma l’elemento caratteristico della domus è dato dal pavimento a mosaico centrale nel triclinio con vista sul mare, ricostruito correttamente a seguito dei danni causati da agenti atmosferici. Qui la decorazione, suddivisa in ventuno riquadri geometrici, è stata ripulita e sottoposta a trattamenti di disinfezione che ne hanno premesso di recuperare i tasselli. «Un lavoro estremamente meticoloso dal momento che le tessere erano sollevate e mescolate a terriccio ma grazie a foto storiche, è stato possibile ricostruirle e posizionarle fedelmente» spiega la funzionaria restauratrice del parco archeologico, Elisabetta Canna.
Il mosaico è composto da tessere nere in materiale vulcanico, leucitite, e bianche in marmo disposte in modo da creare decorazioni parietali intrecciate, raffigurazioni geometriche diverse e motivi floreali. Negli ultimi giorni, prima dell’eruzione del Vesuvio del 79 dopo Cristo vi fu ospite Apollinare, medico dell’imperatore Tito, di cui è impresso il ricordo in una iscrizione su una parete della latrina della domus.
La Casa della Gemma è aperta tutti i giorni dalle 9:30 alle 13 (mercoledì giorno di chiusura) e l’accesso è consentito a gruppi di massimo 20 persone per volta. @riproduzione riservata

