Torre del Greco, il Pd (ri)parte dalla «casa» dei vampiri della Deiulemar
L'ex hotel Sakura
CRONACA
5 aprile 2022
Torre del Greco, il Pd (ri)parte dalla «casa» dei vampiri della Deiulemar
Niente soldi per mantenere una sede: primo direttivo dell’anno nell’ex hotel Sakura «gestito» dal fratello dell'assessore e dall'ex vicesindaco
Alberto Dortucci

Torre del Greco. Corsa al voto del 2023: il Pd (ri)parte dalla storica «casa» degli armatori-vampiri della Deiulemar compagnia di navigazione. Si svolgerà, infatti, all’interno dell’ex hotel Sakura la prima riunione del 2022 del direttivo guidato dal segretario cittadino Salvatore Romano: i dem saranno «ospiti» dei locali gestiti dal fratello dell’attuale assessore ai lavori pubblici Felice Gaglione – il «mattatore» delle primarie del 2019 – e affidati, in parte, all’ex vicesindaco Lorenzo Porzio. Una «soluzione di fortuna» per avviare il confronto in vista delle prossime elezioni – l’obiettivo numero uno è scongiurare il rischio di una nuova figuraccia in stile 2018, quando i vertici locali del Pd non furono capaci neanche di presentare la lista – e scegliere la strategia su cui puntare per individuare un nome in grado di tenere unite tutte le «anime» del variegato e litigioso universo democrat.

Le due correnti

Alla vigilia dell’appuntamento il segretario cittadino Salvatore Romano aveva già tracciato la strada: «Bisogna prima mettere insieme la squadra e poi cercare il candidato sindaco», la linea dell’ex consigliere comunale d’opposizione ai tempi del secondo mandato di Ciro Borriello. Chiaro l’obiettivo: definire – senza gli equivoci degli ultimi quattro anni – il «gruppo» pronto a costruire l’alternativa all’attuale amministrazione comunale guidata dal sindaco Giovanni Palomba per poi passare alla scelta del leader. Una priorità capace di dividere il tavolo già alla vigilia del primo appuntamento. Perché se Luigi Mennella porta avanti la propria candidatura a sindaco – una crociata personale promossa varie volte in passato e sempre bocciata dai big del primo partito del centrosinistra – diversi esponenti di spicco del direttivo sono convinti della necessità di trovare prima la «quadra» sul nome su cui puntare per la guida di palazzo Baronale e poi «costruire» la lista. Insomma, la «solita aria» in casa Pd.

I senzatetto della politica

Al momento, non è un argomento all’ordine del giorno dei lavori del direttivo. Ma la questione-sede potrebbe diventare cruciale nell’anno di avvicinamento alle elezioni del 2023: le ultime due «case» del Pd sono state abbandonate per mancanza di fondi – a dispetto della «ricca» rappresentanza istituzionale, a partire dai consiglieri regionali per finire ai vicepresidenti di importanti colossi pubblico-privati – e oggi sono occupate da ex alleati e rivali politici. «Non possiamo girare come nomadi per organizzare una riunione», il malumore delle «retrovie» del direttivo. «Sì, ma poi servono i soldi per pagare l’affitto», l’amara replica di chi è rimasto scottato dai conti del passato. E allora quale migliore soluzione per ripartire se non il «simbolo» del più grande crac della storia all’ombra del Vesuvio.

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