Salvatore Dare

Da Mattarella a Draghi, la sfida da Sorrento: «Basta pregiudizi sul Sud»

Salvatore Dare,  

Da Mattarella a Draghi, la sfida da Sorrento: «Basta pregiudizi sul Sud»

Un nuovo Sud che diventi sempre più centrale nell’agenda di governo e che sia anche in grado di cancellare una volta per tutte i luoghi comuni. Un obiettivo che va assolutamente centrato e di cui ne potrà trarre beneficio l’intero sistema Italia. Crescere, quindi, sfruttando le chance del Pnrr. E’ la strategia che, sotto lo sguardo del Capo dello Stato Sergio Mattarella, il premier Mario Draghi “disegna” nel corso del suo intervento a “Verso Sud”, il forum promosso dal ministro Mara Carfagna insieme a The European House di Ambrosetti e che si è aperto nella mattinata di ieri a Sorrento, a Villa Zagara. E’ un’occasione importante, costruttiva, di serrato confronto tra istituzioni e imprese in un momento delicato alla luce della pandemia Covid 19 e del conflitto in Ucraina. L’obiettivo del Forum è chiaro: individuare le forme giuste e condivise per riscrivere la storia del Mediterraneo e rilanciare l’area fornendo un ruolo di primo piano proprio al Mezzogiorno d’Italia. «Abbiamo il dovere di costruire un Sud diverso» sottolinea subito Draghi appena sale sul palco di Sorrento. Mattarella segue il discorso del premier, è accomodato in prima fila nel tendone bianco allestito nei giardini di Villa Zagara e ascolta con attenzione i contributi illustrati dagli ospiti. Ma non interviene né rilascia dichiarazioni ufficiali: prende parte all’evento e al break di metà mattinata lascia la location. Il presidente del consiglio dei ministri sottolinea che «il quadro geopolitico che ci muta davanti presenta rischi, ma anche opportunità, in particolare per i Paesi del Mediterraneo. Questa giornata è un segno della nostra volontà di immaginare e costruire un Sud diverso. Un Mezzogiorno protagonista delle grandi sfide dei nostri tempi». Non manca un riferimento chiaro a un vissuto complicato, anche sotto il profilo amministrativo centrale e locale: «L’evoluzione delle politiche pubbliche per il Meridione – evidenzia il premier – è spesso rappresentata come una successione di inevitabili sprechi e fallimenti. La storia economica del Sud nel Secondo Dopoguerra è però più complessa di come raccontano questi pigri pregiudizi». Ed è per questo che Draghi ribadisce un concetto: «Il Mezzogiorno ha tutto il potenziale per convergere rapidamente verso il Centro-Nord. Per farlo, serve prima di tutto la giusta collaborazione tra investimenti pubblici e privati; serve rafforzare la capacità amministrativa, a partire dalla giustizia, formare le competenze necessarie. E serve puntare sui talenti troppo spesso lasciati ai margini, a partire dai giovani e dalle donne. L’Italia e l’Unione Europea devono collaborare per agevolare questo processo». Un mezzo adeguato da sfruttare al massimo è indubbiamente il Pnrr. Una chance unica di rilancio. Uno strumento che destina tante risorse al Mezzogiorno. Draghi lo sa e rimarca l’importanza degli investimenti: «La struttura del Pnrr – spiega il presidente del consiglio dei ministri – prevede che lo stanziamento di finanziamenti sia vincolato al rispetto delle scadenze, al raggiungimento di precisi obiettivi. Dobbiamo procedere rapidamente con l’agenda di riforme concordata con l’Unione Europea, per non perdere accesso ai finanziamenti e superare le fragilità strutturali che hanno rallentato la crescita dell’Italia e del Sud». Anche se è evidente che in tutto questo contesto a tenere banco è ovviamente il conflitto in Ucraina e gli effetti drammatici della guerra sull’economia. D’altronde Draghi ne ha discusso pochi giorni fa dall’altra parte dell’oceano, col presidente degli Stati Uniti Joe Biden. Il timore del premier è, ad esempio, dover fare i conti con la crisi alimentare. Un rischio dettato «dal blocco delle esportazioni di grano dall’Ucraina». E questo potrebbe acuire «instabilità politica ma» soprattutto una «crisi umanitaria di proporzioni straordinarie. L’Italia intende continuare a essere in prima linea per costruire un futuro di pace e di prosperità in tutta la regione mediterranea. Intendiamo investire da subito nella sicurezza alimentare, insieme al resto dell’Unione Europea, per rafforzare e rendere più integrate le catene di approvvigionamento». Valerio De Molli, amministratore delegato di The European House-Ambrosetti, a margine della prima edizione del forum, promuove l’iniziativa: «Ci sono grandi spazi di crescita per il Meridione, in settori e ambiti che impattano molto sulla resilienza del nostro Paese, come l’energia, l’economia del mare, la ricerca di frontiera per affrontare l’urgenza del cambiamento climatico e altro ancora. Chiediamo un’alleanza tra tutte le forze politiche, le imprese, i protagonisti della formazione affinché il nostro Sud possa affermarsi come motore del Mediterraneo, a beneficio di tutta l’Europa».

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