I «migranti» del voto a Torre del Greco: aperta la caccia al sindaco del futuro
Torre del Greco. Alla prossima campagna elettorale manca esattamente un anno, ma all’ombra del Vesuvio già sono scattate le grandi manovre per il «sindaco del futuro». L’annunciato ritorno in campo di Ciro Borriello e il prevedibile rush finale di Giovanni Palomba – capace di sfuggire a febbraio alla sfiducia promossa dagli infiltrati del Pd in consiglio comunale – hanno costretto gli aspiranti successori alla poltrona da numero uno di palazzo Baronale a serrare i tempi per trovare gli alleati con cui costruire la coalizione da presentare alle elezioni del 2023. E la caccia è partita dai «migranti del voto» rimasti tagliati fuori dai progetti politici legati al chirurgo plastico di via del Monte e all’attuale fascia tricolore di Torre del Greco.
Il Pd in cerca di autori
Emblematico il «tavolino» organizzato al bar da Luigi Mennella, a caccia di consensi per rinsaldare un’ipotesi di candidatura a sindaco – puntualmente avanzata dal 2007 al 2018 e puntualmente bocciata, in qualche caso in modo clamoroso – già traballante dopo il mancato golpe a Giovanni Palomba. Insieme al «signore delle acque» c’erano, infatti, tre fuoriusciti dalla compagine di governo cittadino: Gaetano Frulio, Rosario Rivieccio – promotore della lista civica «Ci Vuole Coraggio» schierata nel 2018 a sostegno di Giovanni Palomba – e Ferdinando Guarino, assessore prima con Valerio Ciavolino e poi con Ciro Borriello. Tre soggetti politici evidentemente lontani sia dall’ex deputato di Forza Italia sia dallo storico figlioccio della Dc all’ombra del Vesuvio e oggi in cerca di una «casa» per provare la nuova scalata al Comune. «è stato solo un caffè al bar», il tentativo dei partecipanti di minimizzare la chiacchierata. Ma il «segnale» è chiaro: stavolta, Luigi Mennella vuole provare a «resistere» fino alla fine, portando argomenti (e alleati) ai vertici del Pd.
Il tavolo dei moderati
A meno di 48 ore di distanza, lo stesso Rosario Rivieccio – insieme ai restanti «padroni di casa» Catello Esposito, Giovanni Cozzolino e Tommaso D’Ambrosio – ha promosso un secondo incontro dei «moderati» nella ex sede del Pd di via Circumvallazione. Al tavolo, insieme, ai promotori della prima ora – a partire da Gerardo Guida, segretario cittadino di Dai – si sono seduti diversi volti noti a palazzo Baronale: a partire dall’assessore Cinzia Mirabella – portavoce di Luigi Mele insieme all’amico Antonio Vitiello – fino all’ex consigliere comunale Mario Buono, passando per l’onnipresente Ferdinando Guarino e Luigi Caldarola. Assente dell’ultimo minuto Stefano Abilitato, pure interessato al «progetto politico». Il confronto è andato avanti per un’ora abbondante, fino all’interrogativo posto dal soldato Luigi Caldarola: «Bisogna capire il “perimetro” in cui si muove il tavolo – l’osservazione dell’esponente dell’opposizione -. Per esempio, io non sarò candidato né con Ciro Borriello né con Giovanni Palomba». E qui si è poi arenata la discussione.
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