Naufraghi salvati alla Lobra, il racconto dei battellieri: «Tragedia evitata, abbiamo fatto solo il nostro dovere»
L’imbarcazione inizia ad affondare. Nel frattempo scatta l’allarme e giungono i soccorsi dei battellieri della cooperativa “Marina della Lobra”. Le operazioni vanno per il meglio, vengono salvati tutti i naufraghi e si scongiura così il rischio di una vera e propria tragedia nelle acque della penisola sorrentina. «Abbiamo fatto soltanto il nostro dovere. L’importante è che non ci siano state vittime» dice Giovanni Siniscalchi, presidente della cooperativa che ieri pomeriggio è stato tra i protagonisti del salvataggio di undici turisti tedeschi che si trovavano sull’imbarcazione “Carlotta” dell’Alilauro Gruson (a bordo due componenti dell’equipaggio), rapidamente colata a picco al largo della Lobra, a circa mezzo miglio dalla costa. Siniscalchi era a bordo del suo gozzo in compagnia di Liberato Amoruso ed è giunto sul luogo del sinistro assieme ad Antonino Amitrano, che era al timone di un’altra imbarcazione. Il presidente della cooperativa racconta le operazioni di salvataggio ma lo fa con semplicità, tanto che sembra quasi respingere i complimenti: «Abbiamo fatto soltanto ciò che ognuno avrebbe fatto al nostro posto. La cosa importante è che sono tutti salvi».
Tutto parte quando Siniscalchi viene avvertito dal fratello Luigi che in quel momento è in navigazione verso Massa Lubrense provenendo da Capri. «Lungo la rotta – dice Siniscalchi – si è accorto che c’era una imbarcazione in grossa difficoltà. Luigi me l’ha segnalato e a quel punto non potevamo attendere, ci siamo subito attivati – racconta a Metropolis il presidente della cooperativa di Massa Lubrense – Così siamo partiti per aiutare i naufraghi. Ovviamente, da protocollo, ho avvertito anche il Locamare. Siamo giunti quando l’imbarcazione era praticamente quasi affondata del tutto, erano emersi appena due metri di prua. Alcuni naufraghi utilizzando il fischietto del salvagente chiedevano aiuto, altri nuotavano con una sola mano perché tentavano di salvare anche alcuni effetti personali». La missione va così a buon fine col salvataggio di tutti, poi rifocillati alla Lobra. Sul posto i militari del Locamare e la motovedetta CP 858. Alla Lobra sono giunti anche un aliscafo Alilauro e un’altra imbarcazione della società.
Dal dramma al sospiro di sollievo: nessuna vittima, nessun ferito né tra i passeggeri né tra i componenti dell’equipaggio. Solo tanta paura. Sull’affondamento ovviamente, di prassi, sono stati avviati approfondimenti. La Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia, in un comunicato diramato ieri, afferma di aver avviato «gli accertamenti di rito finalizzati ad un’accurata ricostruzione dell’evento».
Salvatore Dare
(foto Gianfranco Capodilupo)

