Torre del Greco, no alla Gelbison per il Liguori: Palomba salva un intero rione
Le barriere per l’accesso allo stadio
CRONACA
12 giugno 2022

Torre del Greco, no alla Gelbison per il Liguori: Palomba salva un intero rione

L’altolà del sindaco dopo la disponibilità dei vertici della Turris: «Ci spiace, ma non vogliamo chiudere il quartiere tutto l’anno»
Alberto Dortucci

Torre del Greco. «Ci spiace, ma non si può»: sono le parole con cui il sindaco Giovanni Palomba ha rimandato al mittente la richiesta di utilizzo dello stadio Amerigo Liguori avanzata dal presidente della Gelbison – l’undici di Vallo della Lucania fresco di promozione in serie C – e «salva» un intero quartiere dall’incubo della «reclusione domenicale» per tutta la stagione calcistica 2022-2023. Con buona pace della disponibilità offerta dal patron Antonio Colantonio – il numero uno della Turris, concessionaria dell’impianto comunale di viale Ungheria – al «collega» Maurizio Puglisi.

La caccia al campo

La vicenda affonda le proprie radici agli inizi di giugno, quando – alla luce della carenza dei criteri infrastrutturali dello stadio Giovanni Morra di Vallo della Lucania – il presidente della Gelbison aveva deciso di scrivere, una volta incassata la positiva «apertura» del sodalizio corallino, al prefetto Claudio Palomba e al leader della carovana del buongoverno di palazzo Baronale per ottenere il definitivo «nulla osta» all’utilizzo dello stadio Amerigo Liguori per lo svolgimento delle gare interne del campionato di serie C dell’undici rossoblù. Sul tavolo, due ipotesi: scendere in campo «in alternanza» alla Turris – in pratica, impegnando l’impianto comunale tutte le domeniche – oppure il sabato prima degli incontri della formazione corallina. In ogni caso, una vera e propria «mazzata» per la viabilità cittadina e in particolare per gli abitanti del popoloso quartiere a ridosso dello campo sportivo, già scesi in varie occasioni sul piede di guerra contro le stringenti misure di sicurezza decise dalle forze dell’ordine per garantire l’ordine pubblico in occasione delle partite.

Il no scaccia-incubi

Proprio in considerazione delle criticità rilevate in occasione delle gare della Turris, il primo cittadino – a dispetto della «benevola intercessione» di qualche esponente della sua maggioranza, a cominciare dall’ex senatore Nello Formisano – non ha esitato a chiudere sul nascere la discussione. In una missiva, indirizzata per conoscenza allo stesso prefetto di Napoli e al neo-dirigente del locale commissariato di polizia, il sindaco ha comunicato «l’impossibilità a concedere la disponibilità dello stadio Amerigo Liguori per le gare casalinghe della Gelbison, attesi i gravissimi problemi di congestione urbana e di vivibilità dell’intero quartiere in cui sorge l’impianto comunale». Un intero quartiere «ostaggio» delle partite di calcio «per motivi di ordine pubblico» che obbligano il Comune a ordinare la chiusura veicolare e pedonale di viale Ungheria a ridosso di ogni incontro casalingo della Turris. E se per la squadra della città qualche «sacrificio» è necessario – il pensiero di Giovanni Palomba – per altre società sportive non è indispensabile.

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