Scafati, volano gli stracci in maggioranza: tensione tra alleati

Adriano Falanga,  

Scafati, volano gli stracci in maggioranza: tensione tra alleati

Volano gli stracci tra le fila della coalizione che sostiene Cristoforo Salvati. Da un lato i consiglieri passati all’opposizione Laura Semplice e Antonio Carotenuto, con l’ex assessore e segretario Fdi cittadino Alessandro Arpaia, e dall’altro il “pomo della discordia” Gennaro Avagnano, assessore nominato dal primo cittadino in quota dissidenti. Teatro dello scontro è Facebook, visto e considerato che i protagonisti, pur se della stessa area politica, non si incontrano mai nei vertici di maggioranza. A innescare la scintilla un post di Avagnano dove, a nome anche del collega assessore Raffaele Sicignano e dei consiglieri che li sostengono Paolo Attianese e Antonella Vaccaro, viene rivendicata la “spinta” decisiva che ha comportato, pochi giorni fa, l’avvio definitivo delle procedure per la vendita della prima delle cinque farmacie comunali, con l’approvazione dello schema di avviso asta pubblica e modulo di domanda. «Quello che era stato annunciato da tre anni da troppo tempo erano chiacchiere e non realtà – scrive Avagnano – ora si avvii subito la vendita delle altre farmacie. Questa è la dimostrazione che quando si vuole le cose si possono fare». Una frase che non è però piaciuta ad Arpaia. «Ritengo tale affermazione da parte dell’assessore offensiva per il sindaco, per tutti i componenti della giunta e per i consiglieri di maggioranza. Chi come me in qualità di assessore, ha partecipato dall’inizio ai tanti incontri e conosce l’impegno del sindaco per superare enormi problematiche propedeutiche alla stesura del bando delle farmacie, dovrebbe avere un rigurgito di orgoglio e chiedere pubbliche scuse da chi ora è assessore solo per ricatto e senza nessun merito». Parole al vetriolo, che già più volte Arpaia non ha risparmiato pubblicamente all’indirizzo di Avagnano, assolvendo però l’amico Salvati che lo ha nominato. «Sul lato politico tu dovresti chiedere scusa per essere stato lo Schettino di questa amministrazione, scappato mentre la nave affondava. Io invece ci sono salito su giocandomi la faccia – la replica – Delle tue deleghe e del tuo lavoro ho solo un triste ricordo ed una eredità fallimentare». Successivamente il portavoce di Fdi, seppur confermando le sue posizioni, chiarirà di parlare “a titolo personale”. Rivendica il lavoro speso per la stesura del bando Laura Semplice, passata recentemente in minoranza con Carotenuto con il quale non ha condiviso la nomina dell’assessore. «Essersi trovato al posto giusto nel momento giusto è una coincidenza fortunosa non una medaglia da mettersi al petto in dispregio di chi ha lavorato senza onori e senza gloria solo per il risultato». Intanto Salvati cerca ancora i numeri per l’approvazione del bilancio di previsione, non arrivato ancora neanche in giunta. Il clima resta infuocato.

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