Tiziano Valle

Infermieri e Oss nell’Asl Napoli 3 Sud: ci sono mille precari, si rischiano cento esuberi

Tiziano Valle,  

Infermieri e Oss nell’Asl Napoli 3 Sud: ci sono mille precari, si rischiano cento esuberi
La direzione generale dell'Asl Napoli 3 Sud

Castellammare. Tra infermieri e operatori socio sanitari ci sono mille persone con il fiato sospeso. Si tratta di lavoratori assunti dall’Asl Napoli 3 Sud durante il periodo della pandemia, che vedranno scadere i loro contratti tra meno di una settimana. Da tempo si sta discutendo di una proroga, almeno fino al 31 dicembre 2022, ma di concreto al momento non c’è nulla.

Martedì 28 giugno le segreterie regionali dei sindacati di categoria sono state convocate in Regione per affrontare questo tema che riguarda tutte le aziende sanitarie della Campania. Le possibilità che a due giorni dalla scadenza dei contratti possa essere accordata una proroga last-minute fino a fine anno sono alte, anche in virtù dell’aumento dei contagi da Covid-19 che fa temere ospedali in difficoltà in piena estate.Ma nell’Asl Napoli 3 Sud c’è un problema da superare.

Finora l’azienda ha preso tempo perché vorrebbe legare la proroga dei contratti al numero di infermieri e operatori socio sanitari previsti nel piano di fabbisogno del personale, che prevede circa 900 nuovi ingressi nelle strutture sanitarie del territorio nei prossimi 3 anni. Un centinaio in meno rispetto a quelli che oggi sono i precari che attendono la proroga del contratto, ma rischiano di diventare esuberi.Tra questi almeno 60 infermieri (510 i precari, 450 le assunzioni previste) e 40 operatori socio sanitari (490 i precari, 450 le assunzioni previste).

Per scongiurare gli esuberi si è fatta avanti la Uil, che sta provando a tutelare soprattutto quei lavoratori che non hanno raggiunto i 18 mesi necessari per la stabilizzazione: «Ci auguriamo che alla riunione del 28 giugno non vengano messi dei paletti – spiega Antonio Cascone – Altre aziende, come il Cardarelli, hanno già deliberato le proroghe dei contratti per non compromettere i livelli di assistenza».I sindacati, qualche settimana fa, chiesero regole comuni per tutte le aziende sanitarie locali: «Il problema è che il governatore Vincenzo De Luca non discute con i sindacati enon nomina assessore alla Sanità – dice Cascone – Noi siamo pronti ad alzare la voce se non si tutelano i precari che hanno lavorato in prima linea nei nostri presidi sanitari».

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Michele Costagliola, coordinatore di Nursing Up: «L’Asl Napoli 3 Sud avrebbe potuto seguire l’esempio del Cardarelli, prorogando fin da subito i contratti dei lavoratori precari – sostiene – Al di là della stabilità lavorativa, a volte sfugge anche l’aspetto umano. Ci sono persone che non sanno cosa dovranno fare tra 5 giorni. Se resteranno senza lavoro o meno. E nel caso di chi magari ha chiesto un’aspettativa se dovrà comunicare una proroga oppure rientrare in servizio. Non si può arrivare agli ultimi due giorni per decidere di questioni che incidono sulla vita delle persone. I contratti di tutti i precari vanno prorogati al 31 dicembre».

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