Bordo sull’addio alla Turris: «Lascio una terra magica»

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Bordo sull’addio alla Turris: «Lascio una terra magica»

“È stata una scelta personale, volevo avvicinarmi ai miei affetti”. La rescissione di Lorenzo Bordo è stato il secondo colpo di scena, se vogliamo definirlo così, in casa Turris. Nessuno si aspettava questa decisione del centrocampista, nemmeno la società che lo aveva inserito tra i calciatori da cui ripartire la prossima stagione. Dopo solo un anno si interrompe dunque l’avventura alle falde del Vesuvio del dottor Bordo (pochi mesi fa aveva preso Laurea magistrale in Scienze e tecniche delle attività motorie preventive e adattate) ma il suo ricordo di Torre del Greco non svanirà mai.

Torre è stata la tua prima esperienza al Sud. Cosa ti porterai dentro di questa avventura? “Lascio una terra magica che mi ha stregato dal punto di vista ambientale. È stato senza dubbio il posto più bello dove ho giocato. Sono da 11 anni lontano da casa, ho girato tanto ma non avevo mai trovato una città così. La Turris mi ha permesso di coronare il sogno di poter calcare campi di stadi che prima avevo visto soltanto in televisione come ad esempio il San Nicola di Bari, il Renzo Barbera di Palermo oppure il famoso Cibali di Catania. Dispiace per la sconfitta nel playoff con il Foggia, ma resta l’orgoglio di aver scritto insieme ai miei compagni un pezzo di storia importante di questo club”.

Hai qualche rammarico sul piano personale? “La mia è stata un’annata tra alti e bassi in cui ho avuto momenti positivi ed altri negativi. Tra le prestazioni importanti ci metto quelle contro Catanzaro, Monterosi ed anche la Juve Stabia. Come il resto della squadra ho avuto un calo per cui poi ci sono state gare non proprio positive in tal senso”.

È inevitabile tu abbia instaurato un rapporto umano con tutta la squadra. D’altronde il gruppo è sempre stato il valore aggiunto della Turris. Quanto ti mancherà Leonetti visto che insieme avete condiviso più di un’avventura insieme. “Lascio un gruppo sano, con dei ragazzi splendidi. Chiaramente con Vito il rapporto è speciale perché ci conosciamo da tantissimi anni. Sono stato anche al suo matrimonio. Al di là di lui non dimenticherò Di Nunzio, una persona davvero eccezionale. Non lo dico per fare sviolinate: la Turris è stata la squadra più forte in cui ho giocato”.

Secondo te da quali calciatori dovrebbe ripartire la Turris targata Max Canzi? “In primis dal tridente Leonetti, Santaniello, Giannone. Sono tre calciatori che difficilmente si trovano in circolazione, li reputo di categoria superiore perché hanno dei colpi incredibili. In generale ripartirei da tutti i calciatori che sono ancora sotto contratto perché credetemi sono davvero molto forti. In più c’è Manzi, un classe 2000 che in pochi hanno. Da quanto ho capito la società è intenzionata a ripetere sulla falsariga la stagione fatta con Caneo. Le basi per fare bene ci sono”.

Un tuo saluto a tutto il popolo torrese… “Ci tengo davvero a ringraziarli di vero cuore, mi hanno accolto benissimo. Ho toccato con mano il loro calore, la loro passione e l’affetto verso la Turris. Come detto lascio una terra magica solo fisicamente. Con il cuore sarò sempre lì, tornerò sicuramente da turista perché me ne sono letteralmente innamorato”.

Bruno Galvan

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