L’ex Schwoch: «Il Napoli deve trattenere Mertens»

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L’ex Schwoch: «Il Napoli deve trattenere Mertens»

Nei decenni bui del Napoli Stefan Schwoch è stato l’uomo dei sogni, uno dei giocatori a cui la tifoseria partenopea si è affezionata di più. Fu il trascinatore della promozione in serie A nella stagione 1999-2000, con Walter Novellino in panchina. L’abbiamo intervistato per approfondire il mercato degli attaccanti, con il ritorno di Lukaku all’Inter, gli altri movimenti e la risposta del Napoli con la crescita di Osimhen.

Il colpo che finora ha infiammato il calciomercato in Italia è il ritorno di Lukaku all’Inter. Che ne pensi di quest’operazione?

“Lukaku in Italia sposta gli equilibri, fa uscire la squadra avversaria dalle retrovie, la coppia con Lautaro è una garanzia. L’Inter con loro ha vinto uno scudetto, dominando il campionato. Lukaku porterà in dotazione all’Inter un grande patrimonio di gol, l’ha già fatto. Probabilmente arriverà anche Dybala che alzerà il tasso qualitativo della squadra ancora di più”. Per identità di gioco, sotto il profilo tattico l’Inter di Inzaghi è diversa da quella di Conte, chiede al centravanti un lavoro diverso. Che tipo di lavoro farà Lukaku?

“Lukaku farà il riferimento, l’Inter s’appoggerà a lui che poi sa fare più cose, sia scambiare con i compagni che attaccare la porta da solo con la sua potenza esplosiva. È un attaccante completo, forte di testa, calcia bene in porta, un po’ meglio con il sinistro ma la resa è ottima con entrambi i piedi. Inzaghi dovrà cambiare qualcosa, cercare ancora di più la spinta sulle corsie laterali per valorizzare Lukaku. Per questo motivo, aver perso Perisic è una mancanza forte ma l’Inter ha una rosa strepitosa e riuscirà a cavarsela. Se dovesse aggiungere Dybala, poi l’Inter in certe occasioni potrebbe anche cambiare modulo, svincolandosi dall’idea di poter giocare solo con il 3-5-2”.

Il Napoli risponde con il suo Osimhen. Cosa t’aspetti dal centravanti nigeriano?

“M’aspetto che continui la crescita costante di cui si è reso protagonista in questi anni. Deve migliorare nell’impatto nelle gare contro le big o comunque in quelle decisive, mi sembra che non abbia mai segnato contro le realtà d’altissima classifica. Per fare la differenza in serie A, un attaccante deve far gol al Milan, all’Inter, alla Juventus, alla Roma”.

Cosa deve cambiare il Napoli nella sua identità di gioco per valorizzarlo ancora di più?

“La sua caratteristica principale è la velocità, l’attacco alla profondità, la strada è sempre la stessa: cercare un po’ di palleggio in meno e qualche palla in verticale in più. Essendo fisicamente dominante, poi il Napoli si è reso conto nella scorsa stagione che Osimhen è molto abile anche nel gioco aereo. Cercare di più l’ampiezza, il ricorso ai cross può essere una soluzione importante”.

Pensi che il Napoli dovrebbe trattenere Mertens?

“Penso di sì, parliamo di un giocatore spesso decisivo soprattutto quando subentra dalla panchina, questi calciatori fanno sempre comodo. All’età di 35 anni, non può più giocare sempre ma, gestendo il suo impiego, può essere molto utile”.

Vlahovic, Abraham, Immobile, quale altro centravanti t’incuriosisce vedere in campo nella prossima stagione?

“Sono curioso di vedere Vlahovic, stavolta inizierà direttamente la stagione alla Juventus. Ha potenzialità enormi, mi stuzzicherebbe molto anche vedere Di Maria, capire che impatto avrebbe sul nostro campionato”.

Il Milan è pronto ad accogliere Origi in arrivo dal Liverpool, la Fiorentina lavora per il colpo Jovic. Cosa possono dare questi giocatori a tuo avviso? “Bisogna vedere che impatto avranno, sono attaccanti di prospettiva, non l’usato sicuro come per esempio Lukaku e Vlahovic. Devono crescere ancora, Italiano è molto bravo a valorizzare gli attaccanti, basta vedere cosa è accaduto con Vlahovic. Jovic alla Fiorentina potrebbe tornare ai livelli di Francoforte, il Milan ha già degli attaccanti importanti. Ibra giocherà ancora di meno, però, c’è Giroud, bisogna capire che spazio riuscirà ad ottenere Origi e come reggerà le pressioni che in Italia sono più alte. Sono curioso di capire poi cosa faranno Belotti e Pinamonti. Il Gallo ha nelle sue corde 15-20 gol a stagione, Pinamonti è cresciuto tanto nell’ultima stagione”.

C’è qualche attaccante in serie A che ricorda Schwoch?

“È difficile, molti sono strutturati fisicamente. Mi rivedo in Caputo e Mertens”.

Ciro Troise

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