Tiziano Valle

Castellammare. Assistenza ad anziani e disabili, il Comune utilizzerà il gps per controllare gli operatori fannulloni

Tiziano Valle,  

Castellammare. Assistenza ad anziani e disabili, il Comune utilizzerà il gps per controllare gli operatori fannulloni

Un gps nelle tasche degli operatori che devono garantire l’assistenza domiciliare ad anziani e disabili di Castellammare, per verificare se effettivamente si recano nelle abitazioni per svolgere il loro lavoro. E’ la curiosa iniziativa che sta mettendo in campo il Comune stabiese per controllare l’operato degli assistenti sociali ed evitare che qualche furbetto possa intascare soldi senza lavorare. Il gps sarà utilizzato a breve e lo si evince dalla risposta della dottoressa Maria Rosaria Astarita (assistente sociale in servizio presso l’Ambito 27) alle organizzazioni sindacali di categoria. Alla domanda di Antonio De Luca, sindacalista della Spi-Cgil, sulle attività messe in campo dagli uffici per controllare il lavoro degli operatori che si recano presso i domicili di anziani e disabili per l’assistenza domiciliare, la dottoressa Astarita ha risposto che è in corso di attivazione un servizio di geolocalizzazione degli operatori «per una maggiore tutela dei diritti degli assistiti». In pratica, gli assistenti sociali saranno monitorati nei loro spostamenti dall’inizio alla fine dell’orario di lavoro. La possibilità di geolocalizzare il personale è stata rafforzata con il Jobs Act introdotto dall’allora governo Renzi, ma negli anni scorsi ha fatto molto discutere per via dei contrasti in materia di tutela della privacy.

Per poter attivare questa misura di controllo è necessario che anche i lavoratori diano il loro assenso o quantomeno venga siglato un accordo sindacale. L’effettiva erogazione del servizio di assistenza domiciliare ad anziani e disabili però è solo uno dei problemi di un settore, quello dei Servizi Sociali, che sconta una carenza di personale che sta creando non pochi disagi a Castellammare. La pianta organica prevederebbe 13 assistenti sociali con contratto a tempo indeterminato, mentre attualmente in servizio ce ne sono appena 2. Per altri 11 operatori, negli anni scorsi, è stato proposto un contratto a tempo determinato che ha spinto molti professionisti a lasciare l’incarico appena si è presentata un’occasione migliore. E questa carenza di personale mette a rischio anche l’erogazione dei servizi nei confronti delle famiglie, dei minori, degli anziani e dei disabili. Nel corso del tavolo di concertazione propedeutico alla preparazione del Piano Sociale di Zona, i sindacalisti Mario Russo (Uil) e Gianluca Torelli (Cgil) hanno chiesto uno sforzo al Comune per stabilizzare i precari e implementare una pianta organica che potrebbe andare anche ben oltre i 13 assistenti sociali previsti. E’ stato proprio il viceprefetto Mauro Passerotti, infatti, a ricordare come ogni ulteriore assunzione sarebbe interamente a carico dello Stato e non graverebbe sul bilancio comunale.

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