Caneo insiste per Tascone e Leonetti: la Turris non fa sconti

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Caneo insiste per Tascone e Leonetti: la Turris non fa sconti

L’approdo di Bruno Caneo al Padova influenzerà anche il mercato in uscita della Turris. Non è un mistero che l’ex allenatore corallino voglia portarsi in Veneto almeno due calciatori tra Simone Tascone, Claudio Manzi e Vito Leonetti. La situazione non è semplice anche perché i corallini hanno ribadito a Mirabelli di non essere il supermercato di nessuno e che se vogliono quei calciatori dovranno presentarsi con offerte cash senza troppi giri di parole.

 

Tascone ha ribadito la volontà di cambiare area. La società vuole accontentarlo, ma non intende svenderlo o regalarlo. Sul suo cartellino c’è infatti una clausola rescissoria da 100mila euro. Chi vorrà il centrocampista basta che paghi tale somma. Pensare che la Turris possa venderlo ad una cifra minore è pura eresia. Il Padova sta studiando come provare a trovare un accordo fermo restando che la dirigenza patavina ha già chiarito che quest’anno non ci saranno spese folli.

 

Per quanto riguarda Leonetti, non essendoci una clausola, la Turris può chiedere qualsiasi cifra. Il capocannoniere dei corallini è un obiettivo dichiarato di Caneo il quale, nella conferenza stampa di presentazione, ha risposto così: “Leonetti non viene? Vedremo, ne parleremo”. Anche qui la situazione è molto chiara, serve una proposta indecente di Mirabelli per avere il cartellino dell’ala sinistra. In questo momento il discorso non è entrato nel vivo. Il Padova dovrà fare necessariamente delle uscite anche per abbassare un monte ingaggi quasi da serie B.

 

La Turris non ha fretta, non ha necessità di vendere per forza. Anzi, Colantonio è pronto anche a tenersi a scadenza chi ha contratto fino al 2023. Il presidente sa bene che i suoi gioielli sono ambiti sul mercato ma prima di tutto viene il club. Non è disposto a fare sconti a nessuno. Chi vorrà prendere i giocatori a Torre del Greco dovrà presentarsi con il carnet degli assegni pronto. Pagare moneta vedere cammello: capito Mirabelli?​

Bruno Galvan

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