Pompei, genero sotto usura: annullata l’ordinanza di custodia cautelare

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Pompei, genero sotto usura: annullata l’ordinanza di custodia cautelare

Pompei. Il Tribunale del Riesame ha annullato la misura cautelare nei confronti della donna di Castellammare accusata di aver praticato prestiti usurai al suo ex genero. Per questo motivo dagli arresti domiciliari si è passati a una più blanda misura dell’obbligo di dimora. Anche nei confronti di suoi figlio, per il quale pende l’accusa di tentato omicidio, il Riesame ha disposto gli arresti domiciliari. I due, difesi dall’avvocato Raffaele Chiummariello, ora sono in attesa della decisione del pubblico ministero. E’ stato, infatti, notificato l’avviso di chiusura delle indagini preliminari: si attende la decisione del Pm che potrebbe chiedere il rinvio a giudizio o l’archiviazione. Una vicenda, quella venuta fuori nel marzo scorso, che continua nella sua parte relativa alla vicenda dell’usura da avere alcuni aspetti poco chiari.    L’indagine scattò il 12 dicembre scorso, quando la polizia arrivò in via Casone, a Pompei, per diversi colpi d’arma da fuoco. Una volta sul posto gli agenti soccorsero la vittima – un 35enne pompeiano – che dichiarò di essere stato aggredito dall’ex suocera e dall’ex cognato. Quest’ultimo, armato di una mazza da baseball, lo avrebbe colpito alla mano destra. La vittima, reagendo, sarebbe riuscita però a mettere in fuga gli aggressori, ovvero la coppia di ex parenti. I poliziotti, subito dopo, contattarono il fratello della vittima. In quell’occasione venne fuori, sulla base del racconto del 35enne un movente economico. Sempre secondo le parole della vittima i due avrebbero chiesto 2200 euro al giovane a fronte di 1000 che gli erano stati prestati. Di questi, poi, 800 sarebbero stati già restituiti. La donna, una 52enne incensurata di Castellammare, ha sempre negato con forza questa ipotesi. Spiegando anche attraverso il suo avvocato che mai avrebbe pensato di praticare usura e soprattutto mai nei confronti di colui che era il fidanzato di sua figlia. Un primo round, quello davanti al Tribunale della libertà, che è andato a vantaggio degli indagati. Perché il Riesame, annullando la misura cautelare per l’accusa di usura ha ritenuto poco credibili le accuse e dunque ha disposto l’attenuzazione della custodia cautelare nei confronti della donna. Situazione diversa, ovviamente, per il figlio che accusato di tentato omicidio, ha visto allentarsi la misura cautelare. In queste settimane la battaglia della difesa è stata tutta volta a ricostruire quella che, secondo i familiari della fidanzata dell’uomo, non potrebbe essere una storia di usura ma solo una relazione finita male. A complicare le cose, sicuramente, l’aggressione di cui l’uomo è stato vittima da parte del fratello della ex fidanzata. Ma l’obiettivo della difesa sostenuta dall’avvocato Chiummariello, è quello di dimostrare che si tratti di una famiglia perbene, che non ha mai avuto precedenti con la giustizia e che, sempre secondo la tesi difensiva ovviamente, mai avrebbe pensato di mettere sotto usura un congiunto. Tutte tesi, quelle dell’accusa e della difesa che ora devono passare al vaglio del giudice dell’udienza preliminare che deciderà sul futuro del caso.

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