Andrea Ripa

Indagini dell’Arpac dopo il rogo nel colorificio di Terzigno: allarme per i fumi tossici

Andrea Ripa,  

Indagini dell’Arpac dopo il rogo nel colorificio di Terzigno: allarme per i fumi tossici

La nube nera che s’alza dallo storico di corso Einaudi, nel cuore di Terzigno, è il segnale di un dramma che ancora oggi si fa fatica a quantificare. Le fiamme nel colorificio Rastelli, storica azienda del territorio – da oltre 50 anni operante anche nel settore dell’edilizia, delle vernici e della carrozzeria, della ferramenta, dell’idraulica e dei materiali elettrici – sono divampate intorno alle 11. Un rogo spaventoso da cui sono fuggiti via prima i dipendenti, che hanno dato l’allarme alle forze dell’ordine, e poi i residenti della zona, evacuati dalle proprie abitazioni (cinque famiglie sono state allontanate) fino a che ogni rischio non è stato eliminato. I vigili del fuoco, coadiuavati dagli uomini della locale stazione dei carabinieri, della polizia municipale e dai volontari della protezione civile del Not, i primi insieme ai vigili a prestare soccorso ai residenti del quartiere, hanno lavorato fino a notte fonda perché anche una minima colonna di fumo andava spenta. Le pareti annerite, i macchinari arsi dalle fiamme e resi ormai inutilizzabili e le lacrime di chi in quell’azienda ha dato la vita e ora vede finiti in fumo gran parte dei propri sacrifici sono le istantanee di un dramma che ha coinvolto una famiglia di imprenditori della zona, ma che ha lasciato una cicatrice nell’intera comunità. Tutti, almeno una volta nella vita, sono passati dal colorificio Rastelli. Anche solo per un chiodo. Oggi vedere quell’azienda divorata da un rogo, scoppiato per cause che andranno ancora accertate, è un colpo al cuore. Forse a innescare le fiamme il malfunzionamento di un macchinario, il contatto con i materiali potenzialmente infiammabili ha fatto il resto trasformando quell’attività commerciale in un inferno di fuoco. I carabinieri della locale stazione, agli ordini del maresciallo Auricchio, nella mattinata hanno dovuto lavorare duramente per tenere lontano i curiosi. La strada è rimasta chiusa per consentire le operazioni di spegnimento dei roghi e nelle fasi più delicate, la nube di fumo nera che s’è alzata dall’azienda ha subito fatto pensare al peggio. In fiamme non soltanto i macchinari ma anche vernici e solventi, materiali speciali. Ecco perché oltre al rogo si è innescato un nuovo allarme: quello delle emissioni nell’aria di materiali speciali e potenzialmente dannosi.

Le indagini dell’Arpac – Mentre i vigili del fuoco hanno lavorato sino a notte fonda e già questa mattina torneranno sul luogo dove ieri è divampato l’incendio, l’agenzia regionale per la protezione ambientale campana – l’Arpac – ha avviato le indagini sul territorio per monitorare proprio le emissioni dei fumi tossici legati alla nube nera che s’è alzata sulla città. Le centraline sono state posizionate in più punti, alcune nel centro ingrosso Jolly, situato sul corso principale. Soltanto quando l’ultima colonna di fumo sarà stata domata dai pompieri, si potrà pensare di raccogliere i risultati.

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