Alberto Dortucci

Niente rimpasto a Torre del Greco, veleni in maggioranza: Palomba sott’accusa

Alberto Dortucci,  
La regìa di Gentile dietro il «salvataggio» dell’assessore Gaglione: 30 telefonate per convincere il sindaco. Si apre l’ennesima faida politica, tra stoccate via social e caccia alle poltrone

Niente rimpasto a Torre del Greco, veleni in maggioranza: Palomba sott’accusa
Carmine Gentile e Giovanni Palomba

Torre del Greco. C’è lo zampino di Carmine Gentile dietro il «salvataggio» dell’assessore Felice Gaglione. A 24 ore dal «perdono» andato in scena in Comune emergono i primi retroscena dello strappo destinato a minare i fragili equilibri della carovana del buongoverno di palazzo Baronale. Perché se Giovanni Palomba ha deciso di chiudere entrambi gli occhi davanti allo sgambetto tentato in consiglio comunale dal gruppo di riferimento dell’ex delfino del consigliere regionale Loredana Raia, diversi alleati non hanno gradito il «recupero» del delegato ai lavori pubblici con l’irrisolto conflitto d’interessi con le politiche sociali e sembrano pronti a scatenare l’ennesima faida politica all’ombra del Vesuvio.

Le trenta telefonate

Ma andiamo con ordine, riavvolgendo il nastro dal burrascoso «saluto» di venerdì scorso tra Giovanni Palomba e Felice Gaglione. Dopo lo sgarro in consiglio comunale – maggioranza lasciata senza numero legale e rimasta a galla solo grazie al ravvedimento-lampo di Carmine Gentile – il sindaco aveva inseguito l’assessore ai lavori pubblici lungo le scale di palazzo Baronale: «Adesso è finita, sei fuori», l’urlo con cui il mobiliere con la passione per la politica aveva «accompagnato» all’uscita l’ex presidente del consiglio comunale. La «minaccia» deve avere evidentemente colpito l’infermiere dell’Asl Napoli 3 Sud al cuore (e alla tasca, visto lo stipendio da 3.700 euro riconosciuto agli assessori): così immediata è scattata la richiesta d’aiuto proprio a Carmine Gentile, invitato a fare da «mediatore» con il primo cittadino. Una missione portata avanti con la bellezza di 30 telefonate in 48 ore, capaci di minare la tranquillità del paesino d’Abruzzo in cui il sindaco aveva deciso di passare il week-end. Ma, alla fine, l’opera di convincimento è riuscita in pieno: «Non ho ritirato le deleghe a Felice Gaglione perché mi è stato espressamente chiesto da Carmine Gentile, a cui mi lega un rapporto ventennale di amicizia», la confessione di Giovanni Palomba agli alleati.

Niente rimpasto

Tutto è bene ciò che finisce bene? Nient’affatto. Perché diversi alleati non hanno gradito il dietrofront del capo della coalizione. Esternando il proprio disappunto attraverso i social con pittoreschi riferimenti al «ritorno all’ovile» di Felice Gaglione e cominciando a mettere a punto nuove strategie per spostare gli «equilibri» all’interno della maggioranza. Con i fari puntati soprattutto sulle politiche sociali, settore «caro» all’assessore salvato per il rotto della cuffia.

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