Andrea Ripa

Intrecci tra clan e politica a San Giuseppe Vesuviano, 10 ditte nel mirino dell’Antimafia

Andrea Ripa,  

Intrecci tra clan e politica a San Giuseppe Vesuviano, 10 ditte nel mirino dell’Antimafia

Sul libro nero degli investigatori che nei mesi scorsi hanno tenuto accesi i riflettori sul Comune di San Giuseppe Vesuviano ci sono almeno dieci ditte. Imprese che hanno ottenuto incarichi dal Comune e che oggi sono sotto la scure dell’Antimafia nell’ambito degli accertamenti che hanno portato poi allo scioglimento per infiltrazioni camorristiche della squadra di governo cittadina, fino a un mese e mezzo fa guidata dal sindaco leghista Vincenzo Catapano. L’elenco è oggi nelle mani degli investigatori alla luce delle tante anomalie emerse nell’ambito dell’inchiesta su clan e politica che un anno fa ha scatenato un terremoto nel municipio di piazza Elena d’Aosta ma i cui effetti stanno emergendo soltanto in queste settimane, dopo che il provvedimento del governo Draghi ha spalancato le porte alla triade di commissari e mandato a casa l’intera classe politica che sedeva tra i banchi del civico consesso. C’è chi si è occupato di tematiche ambientali o dell’assistenza agli studenti, ma anche la riqualificazione degli edifici. Tra le tante anomalie portate alla luce durante i mesi di indagine da parte degli 007 inviati dalla prefettura a San Giuseppe Vesuviano nel rovente luglio di un anno fa, c’è anche quella relativa alla gestione degli appalti. Finiti poi ad aziende oggi sotto la lente di ingrandimento dello Stato. Per gli investigatori è emerso «come l’influenza della criminalità organizzata sulla macchina amministrativa sia dettata anche dall’assenza delle verifiche dei profili di legittimità, pregiudicando lo sviluppo di un modello di gestione volto a rafforzare i criteri di trasparenza e imparzialità dell’Ente». Frasi messe nero su bianco dagli 007 arrivati in municipio che hanno poi passato al setaccio tutti gli appalti del Comune. In alcuni casi mancava la stipula del contratto con l’assegnazione dell’incarico avvenuta soltanto attraverso una determina di affidamento, in altri è stata riscontrata l’assenza dei certificati antimafia per aziende che poi hanno ottenuto appalti da parte del Comune. Casi tutti messi in fila dalla commissione d’accesso che emergono nei giorni in cui la triade di prefetti è chiamata a riorganizzare gli uffici del municipio di piazza Elena d’Aosta. Nei prossimi giorni verranno assegnati gli incarichi ai funzionari, con diversi protagonisti del recente passato amministrativo che rischiano di restare fuori da posizioni di potere. L’avviso di interpello promosso dai commissari prefettizi è rivolto a tutti i funzionari categoria D in forza al Comune, in base alle domande che giungeranno tra i dipendenti si procederà poi alla distribuzione degli incarichi per la gestione dei vari settori. Allo stesso tempo bisognerà individuare un nuovo responsabile dell’ufficio tecnico comunale, nei giorni scorsi è stata disposta la sospensione del capo dell’Utc fino al prossimo dicembre. Un provvedimento figlio anche dell’inchiesta che ha determinato lo scioglimento per infiltrazioni mafiose dell’amministrazione.

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