Guadagnano con il reddito di cittadinanza: lavoreranno per il Comune di Pompei

Salvatore Piro,  

Guadagnano con il reddito di cittadinanza: lavoreranno per il Comune di Pompei

Reddito di cittadinanza: 30 dei circa 600 percettori della misura di contrasto alla povertà, introdotta nel 2019 dai 5 Stelle, saranno impiegati a partire dal 15 settembre fino a marzo 2023, per 5 giorni a settimana, 180 complessivi, in lavori “utili per la collettività”. Si tratta dei cosiddetti Puc, i  fin qui fallimentari progetti utili per la collettività, attivati infatti solo dal 25% dei Comuni italiani (dati relativi al 2021 ndr). È l’articolo 4 della legge sul reddito di cittadinanza a stabilire che il percettore del sussidio (circa 610 famiglie qui a Pompei) tenuto a sottoscrivere il patto per il lavoro o quello per l’inclusione sociale ha l’obbligo di offrire la propria disponibilità per la partecipazione ai progetti utili in ambito culturale, sociale, artistico, ambientale, formativo e di tutela dei beni comuni, per un numero di ore compatibili con le sue altre attività e comunque non inferiore a 8 ore settimanali, aumentabili fino a 16 con il consenso di entrambe le parti. A Pompei, la giunta comunale ha appena finanziato 2 nuovi progetti con un impegno di spesa di circa 3200 euro (gli oneri sono a vario titolo a carico dell’Inail e del Governo ndr). Tra le mansioni da svolgere  figurano “l’assistenza sull’entrata e uscita dalle scuole dell’infanzia e primarie del territorio di Pompei” e la “manutenzione e la cura delle aree verdi e naturalistiche”. Il Comune di Pompei – che allo scopo ha quindi approvato una delibera – diventa quindi uno dei pochissimi tra i quasi 8mila Comuni italiani ad aver attivato i celebri ma fino a oggi poco utilizzati Puc. Una svolta che consentirà all’Ente di poter contare su forze fresche da impiegare in iniziative per la pubblica utilità. La volontà dell’Ente è quella di allargare la platea dei «collaboratori» del Comune nei prossimi mesi.

I dati – I progetti Puc vanno rilanciati

Sono circa un milione i beneficiari del reddito di cittadinanza che dovrebbero partecipare ai progetti utili per la collettività. Se a dicembre 2020 i Comuni che avevano avviato i Puc erano il 15 per cento del totale, poco più di 1200, nel 2021 sono stati il 25 per cento circa, quindi attorno ai duemila, secondo le ultime statistiche fornite in merito dal settore welfare dell’Anci Insomma, lo strumento non funziona. Più nel dettaglio, all’inizio del 2021 i Comuni che avevano previsto di avviare i primi progetti utili per la collettività erano 1247, per 5.145 beneficiari coinvolti. La legge sul reddito di cittadinanza dava ai sindaci 6 mesi di tempo per attivare i Puc, ma solo uno su quattro ha risposto all’appello. In Toscana, a oggi, risultano in corso di attuazione 252 Puc, 108 in ambito sociale, 58 per la tutela dei beni comuni e 48 in ambito ambientale. Al Nord, invece, solo il 10% dei Comuni risulta aver avviato i Puc. Nelle regioni del centro il tasso di copertura è al 19% circa, quasi al 22% al Sud. Secondo gli ultimi dati Anpal solo il 34% dei percettori di Rdc ritenuti attivabili, 392 mila persone su 1,1 milioni, è stato preso in carico dai centri per l’impiego in quanto ha sottoscritto un patto per il lavoro. Pesa anche il mancato potenziamento dei centri per l’impiego, dove sono stati assunti circa mille operatori sugli 11.600 previsti nel 2021.

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