Andrea Ripa

Savoia senza stadio, progetto ridimensionato e allenatore in fuga: al peggio non c’è mai fine

Andrea Ripa,  

Savoia senza stadio, progetto ridimensionato e allenatore in fuga: al peggio non c’è mai fine

Senza lo stadio e senza un sogno a cui appendersi. Chi credeva che l’inferno dell’Eccellenza fosse il punto più basso della recente storia del Savoia, non ha ancora fatto i conti con l’inizio della nuova stagione. Che rischia di essere, ancor prima di iniziare, già più deludente di quella appena terminata, con la promozione in serie D soltanto sfiorata. Al peggio non c’è mai fine. Nella nota pubblicata soltanto nella tarda serata di venerdì dal presidente dei bianchi, Mario Pellerone, sono racchiuse tutte le «scarse» ambizioni della società calcistica di Torre Annunziata, dal passato glorioso in serie B al presente triste e mesto nelle categorie regionali che ben poco hanno a che fare con una tifoseria appassionata come quella oplontina. In più c’è l’addio dell’allenatore, Roberto Carannante che aveva dato linfa e gioco alla squadra che ha annunciato di non voler continuare più l’avventura con lo scudo bianco sulla maglia. Nessuna nuova offerta, soltanto progetti non condivisi. Al ribasso, quelli che patron Pellerone ha svelato di aver messo in campo per il prossimo anno. La scintilla dell’ennesima stagione anonima che il Savoia s’appresta a vivere è dettata dall’assenza dello stadio. Il Giraud è abbandonato, travolto dalla malagestione politica degli ultimi anni, recentemente investita dagli scandali e dalle infiltrazioni camorristiche, e dalla scarsa progettualità che deve essere per forza ricondotta anche alla società. «Voglio comunicare alla città di Torre Annunziata e ai tifosi del Savoia, dopo essermi confrontato con i miei più stretti collaboratori, di aver deciso di portare la squadra. Anche se con ambizioni minori», scrive Pellerone. Dimentica che iscrive il Savoia al campionato resta un obbligo nei confronti della tifoseria e non un piacere. «Mixeremo – e qui le basi del progetto al ribasso di Mario Pellerone – giovani calciatori volenterosi con calciatori esperti per poter effettuare un campionato di transizione per poter poi, con lo stadio Giraud ristrutturato, per la prossima stagione formare una corazzata con 10mila tifosi sugli spalti. Quanto deciso è il percorso più indicato per quest’anno, senza il Giraud troveremo molte difficoltà anche ad affrontare le attività settimanali». Un comunicato capace di scatenare svariate reazioni, anche molto critiche. E nel frattempo l’allenatore, Roberto Carannante, subito dopo l’annuncio di Pellerone, ha comunicato di voler lasciare la squadra. «Una decisione presa dopo aver rinunciato a tante squadre che mi avevano cercato a fine campionato e solo per l’ amore e l’ onore di allenare a Torre avevo deciso di continuare. Ma i progetti vanno condivisi». E stavolta non era il caso per lui, vista la decisione del patron di rinunciare a far sognare la città a causa della chiusura dello stadio. Così il Savoia, rimasto senza stadio e senza sogni. Ha perso anche il suo allenatore.

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