Caos e veleni nel M5S, spaccatura sulla fiducia a Draghi

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Di Maio rivela: «Tanti deputati votano pro Draghi». Lo sfogo di Di Battista agli ex alleati: «Dovrebbero tutti chiedermi scusa»

Caos e veleni nel M5S, spaccatura sulla fiducia a Draghi

L’ennesimo caos politico che rischia di pregiudicare ulteriormente la stabilità interna. Nel Movimento Cinque Stelle regna ancora una volta è la confusione e a gettare benzina sul fuoco è addirittura l’ex capo politico Luigi Di Maio che ieri nel bel mezzo di incontri e trattative ha rivelato che il gruppo alla Camera dei 5S è convinto nel sì alla fiducia a dispetto delle intenzioni del presidente del movimento Giuseppe Conte, ex presidente del consiglio dei ministri. A ciò si aggiungono le stilettate di Alessandro Di Battista che rimarca quanto sia stato nocivo l’abbraccio del Movimento al governo Draghi.

Parla Di Maio

Di Maio firma la novità di giornata offrendo un’ulteriore chiave di lettura della forte dialettica interna nel M5S. «Dalle dimissioni di Draghi ad oggi sono successi due fatti politici clamorosi – le parole di Di Maio durante l’assemblea congiunta di Insieme per il Futuro – Le manifestazioni e gli attestati di supporto al governo Draghi affinché possa restare in carica: oltre 1.600 sindaci, la società civile, gli imprenditori, la comunità finanziaria e quella internazionale. Il direttivo della Camera del gruppo M5S, oggi partito di Conte, ha espresso la volontà di votare la fiducia al governo Draghi, al di là della volontà dei vertici». E ancora: «Siamo in una situazione surreale, dovevamo occuparci di problemi reali del paese, pensando a famiglie e imprese, ma siamo invece in mezzo a una crisi di governo. La maggioranza dei cittadini sa chi è il responsabile di questa crisi, ha un nome e cognome: è Giuseppe Conte».

Gli sviluppi 5S

I grillini, informalmente, hanno smentito questa indiscrezione. Anche se pare adeguarsi ciò che ha raccontato il capogruppo del Movimento Cinque Stelle Davide Crippa, lunedì finito all’angolo perché accusato di aver aderito all’istanza di Italia Viva e Partito democratico di anticipare le comunicazioni di Draghi alla Camera dei deputati invece che al Senato. «L’ho scritto in una chat: ascolteremo il discorso di Draghi in aula. Trovo chiaro che se aprirà ai principali temi posti all’interno dei 9 punti da parte del Movimento 5 stelle, diventa ingiustificabile non confermare la fiducia» le parole di Crippa, al termine della capigruppo di Montecitorio. «C’e’ una variabile, Draghi deve dire qualcosa», ha aggiunto, e a chi gli domandava se si profila una scissione nel Movimento, ha risposto: «L’oggetto è cosa dirà Draghi e come si reagirà alle dichiarazioni di Draghi».

Bordate di Dibba

A creare ulteriormente polemiche è anche l’analisi di Alessandro Di Battista, già parlamentare del Movimento Cinque Stelle. «Entrare nel governo Draghi è stato un suicidio. Lo dissi subito a tutti! scrive su Twitter, pubblicando un suo video – Vi rendete conto che avrete i ministri di Forza Italia di fianco, che le due persone, Renzi e Salvini, che hanno fatto cadere i due governi precedenti, saranno di nuovo vostri alleati di governo. Ma vi rendete conto? – dice l’ex M5s nel video -. Io non ho parole delle stronz… totali che sono riusciti a fare questi pseudodirigenti nell’ultimo anno e mezzo, e stanno pagando loro le conseguenze. Dovrebbero per una volta chiedere scusa, non a me. Mi hanno trattato come quello che parla da fuori, facile parlare da fuori… Forse da fuori non si hanno i conflitti di interesse legati a poltrone e stipendi e si ha un po’ più di lucidità». Insomma, l’ennesima polemica.

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