Andrea Ripa

Chiude per sempre l’oratorio dei Salesiani di Terzigno

Andrea Ripa,  

Chiude per sempre l’oratorio dei Salesiani di Terzigno

Il silenzio che da ieri mattina serpeggia tra le stanze e sul campetto di pallavolo alle spalle della chiesa madre di Terzigno è il simbolo di un pezzo di storia che è stato cancellato per sempre. Chiuso. Negato alla comunità.Nel suo novantesimo anno di vita, come un anziano stanco, l’oratorio Don Bosco è stato spazzato via. Chiuso a causa della carenza vocazionale delle suore che hanno spinto i vertici dell’Ispettoria Meridionale – già mesi fa – a disporne la chiusura con il contestuale trasferimento delle quattro religiose che nelle prossime settimane lasceranno Terzigno e saranno destinate ad altra struttura.La triste e mesta festa d’addio di giovedì sera ha calato il sipario su una storia fatta di giochi e di formazione, di crescita e preghiera. Di incontri e di tutto quello che l’oratorio dei salesiani di Terzigno ha saputo dare a intere generazioni dal post prima guerra mondiale a oggi. Tra le stanze con il quadro di don Bosco sono passati migliaia di ragazzi, molti di questi sono diventati medici, professionisti e amministratori del territorio. Tutti si sono sporcati le mani sulla rete di pallavolo invecchiata dal tempo, tutti hanno spinto almeno una volta il pallone al di là del campo.Quel tempo è finito, Terzigno ha perso un punto di aggregazione che per decenni è stato un punto di riferimento.Lo stop paventato alcuni mesi fa e che aveva spinto una parte della comunità a scendere in piazza per «tentare» di salvare la struttura oggi è diventato realtà. L’oratorio ha chiuso, chissà di quella struttura che cosa ne sarà una volta che tornerà nelle disponibilità della Curia. Neanche il tentativo di promuovere una gestione mista tra Chiesa e associazioni sembra aver avuto gli effetti sperati. L’oratorio non c’è più, con il trasferimento delle suore sparirà anche la scuola Materna della piazza che pure è stato un punto di riferimento per intere generazioni che hanno frequentato l’istituto scolastico. Oggi resta la nostalgia, i ricordi – alcuni in bianco e nero – che si mischiano allo sconforto di chi ha dovuto assistere alla chiusura di un altro spazio per i giovani, a cui vengono riservate sempre meno strutture.Nella giornata di chiusura dedicata al saluto per le 4 suore che presto lasceranno la città erano presenti le istituzioni con il sindaco Ranieri e i consiglieri Aquino e Nappo, ma anche tanti che sono cresciuti nell’oratorio.Una festa «mesta» preludio dell’addio ormai imminente alle religiose.«Mi sarei aspettato una mobilità maggiore da parte della comunità terzignese. Invece anche in questa occasione ho visto che in tanti sono rimasti a guardare invece di combattere. Con la chiusura dell’oratorio stiamo perdendo la nostra identità, stiamo dicendo addio alle nostre strutture. Basti pensare allo sport che pure vive un momento di grande depressione», le parole di Francesco Nappo che giovedì era presente alla giornata «d’addio» per le suore.Al «solito caos» sul campetto che un tempo era il luogo di ritrovo di tantissimi giovani della città ora ha fatto capolino il preoccupante silenzio della chiusura della struttura, simbolo dell’ennesima beffa per la comunità.

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