Caos guide turistiche, via libera alla riforma. Ultimo appello al Governo

Salvatore Piro,  

Caos guide turistiche, via libera alla riforma. Ultimo appello al Governo

Riforma delle guide turistiche, emendamenti “a pioggia” presentati al testo base. Sono ben 190 gli emendamenti che continuano a bloccare l’iter di una riforma tanto complessa quanto attesa soprattutto dalle guide di Pompei e dai sindacati. L’associazione GTI-Italia ha infatti già scritto una lettera indirizzata al ministro del Turismo Massimo Garavaglia per sottolineare come la riforma della professione non possa più aspettare. “Il turismo è ripartito, raddoppiando le presenze del 2019 – sottolinea l’associazione – eppure le guide richieste dai tour operator scarseggiano perché nei due anni di pandemia molti hanno dovuto rinunciare a svolgere questo mestiere per entrare nelle scuole o in altri contesti”. Al tempo stesso, il turismo è oggi meno stanziale. La riforma della professione è però ferma in Senato alla Commissione Industria. Il presidente di Gti, Simone Fiderigo Franci, sottolinea che “la situazione stia favorendo l’abusivismo, che trova terreno fertile in un contesto schizofrenico”. Le guide specializzate scarseggiano, tanti si improvvisano nell’assoluta inconsapevolezza dei clienti. “La strada per portare a termine al Senato il disegno di legge di riforma della professione non sarà in salita” ha invece assicurato il senatore Gianluca Castaldi (M5S), relatore del testo base, che il 29 giugno scorso ha partecipato al vertice sulle modifiche da apportare al provvedimento all’esame della commissione Industria. La proposta di legge però continua a non soddisfare la maggioranza delle guide di Pompei e i sindacati. In base alla nuova disciplina, tra le altre novità, una “guida turistica di un altro Stato membro UE potrà accedere all’esercizio della professione sull’intero territorio italiano al pari della guida italiana, in seguito al riconoscimento del titolo professionale conseguito nello Stato membro di provenienza con l’eventuale necessità di integrazione della formazione professionale mediante misure compensative”. “Si tratta, certo, di un passo in avanti rispetto all’attuale vuoto normativo, ma comunque di una riforma imposta dall’Europa e dalla direttiva Bolkestein. Le criticità? La territorialità della guida turistica resta troppo penalizzata. Inoltre, il nuovo disegno di legge non chiarisce quali siano gli strumenti per l’aggiornamento professionale”. Questo il commento rilasciato a Metropolis da Paolo Mazzarella, presidente di Confguide Campania. L’ultima crisi di governo ha però cambito gli scenari. La preoccupazione dei sindacati, stavolta anche confederali, è che la riforma resti in una fase di stand-by. I 190 emendamenti proposti al testo base avrebbero dovuto discutersi  in Commissione questa settimana. A seguire, poi, erano state calendarizzate le votazioni. La speranza, prima dell’ultima  crisi di fiducia che ha travolto il governo Draghi, era quella di completare l’esame e di licenziare il testo per l’aula del Senato prima della pausa estiva. Ma ora tutto torna in discussione. Compresa una tempistica già vecchia di nove anni, quindi sempre più biblica. Alla luce dei recenti avvenimenti infatti la questione rischia di slittare ancora e finire nelle mani del nuovo ministro tra qualche mese.

CRONACA