Armati e pronti a uccidere, la peggio gioventù di Torre Annunziata: due ventenni arrestati

Giovanna Salvati,  

Armati e pronti a uccidere, la peggio gioventù di Torre Annunziata: due ventenni arrestati

Una pistola con il colpo in canna e pronta ad essere usata. Il ritrovamento di un motorino rubato e quel sospetto che tutto fosse pronto per un agguato, per l’ennesima scia di sangue e vendetta che scorre nelle vene di giovanissimi cresciuti a pane e camorra che ancora una volta non hanno paura e sono pronti a tutto. Ma le forze dell’ordine sono arrivate prima e i carabinieri hanno così fatto scattare le manette per Francesco Falanga e  Salvatore Iovene. Due ventenni, due ragazzini, cresciuti all’ombra delle palazzine di cemento e vergogna, il ghetto di via Settetermini, il Parco Penniniello. E’ qui che all’isolato 21 sono stati beccati. Legati da una vecchia amicizia, dagli affari loschi di una camorra che cresce ragazzini, o uniti forse da un ordine di uccidere comune, questo è ancora tutto da ricostruire. Un semplice controllo da parte delle forze dell’ordine ha permesso di incastrare i due. Il primo Salvatore Iovene, aveva una pistola, pronta per essere usata col colpo in canna. Mentre Falanga è finito nei guai per una tentata estorsione – ancora da ricostruire anche se dai primi elementi sembra che avrebbe chiesto una ingente somma di denaro proprio al suo amico- e per la violazione di una dimora privata, con molta probabilità quella dove è stato rubato lo scooter trovato in suo possesso. Ancora tanti gli elementi che vanno messi insieme e che dovranno chiarire questa vicenda. Intanto Falanga e Iovene (difesi entrambi dall’avvocato Roberto Cuomo) sono stati trasferiti nel carcere di Poggioreale in attesa della fissazione dell’udienza per la convalida del fermo. Entrambi i ragazzini sono noti per essere vicini alla famiglia dei Gallo-Pisielli peraltro i familiari coinvolti in tentati omicidi. Ancora una volta l’operazione dimostra come i giovani girano armati, incuranti di sfidare lo Stato ed essere arrestati. Uno scenario senza dubbio inquietante soprattutto perché dalle informative dell’Antimafia il dato che ne spunta fuori è che sono proprio le nuove giovani leve ad essere arruolate per una guerra che sembra non avere mai fine e che si tramanda ormai da generazione in generazione. Due ragazzini già dal cognome pesante, figli, nipoti, cresciuti con i soldati e affiliati alle cosche e destinati a diventare eredi della famiglie criminali, degli affari dalla droga alle armi e soprattutto cresciuti con la sete di vendetta che viene tramandata di padre in figlio. Insomma uno scenario inquietante che rischia di far scoppiare una nuova guerra, una scia di sangue che continua. L’ultima vittima, in ordine di tempo, a Torre Annunziata è stata Francesco Immobile freddato davanti alla chiesa di Sant’Alfonso, morto tra le braccia del figlio. Un agguato verificatosi nei mesi scorsi che ha riportato Torre Annunziata indietro di trent’anni, negli anni delle faide sanguinarie per le strade del Comune oplontino. Scene viste e riviste in un territorio che ancora oggi fa fatica, strozzato dalle mani sporche della criminalità organizzata.

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