Quella strage silenziosa dei vigili urbani di Pompei, boom di malati di tumore e comando a rischio trasferimento

Salvatore Piro,  

Quella strage silenziosa dei vigili urbani di Pompei, boom di malati di tumore e comando a rischio trasferimento

Escalation di tumori, soprattutto con diagnosi che fatalmente colpiscono la prostata, tra i vecchi vigili urbani ormai andati in pensione, ma per anni rimasti in servizio nel comando di Piazza Schettini. Si tratta in pratica di una strage silenziosa, che a Pompei prosegue, incessante e dolorosa, a partire dal 2017. Sono già 5 i vigili urbani morti per cancro dopo aver lavorato per anni negli uffici della vecchia sede del Comando. Altri 3 casi di tumore alla prostata sono stati poi riscontrati, nel corso del 2019, tra i vigili cosiddetti amministrativi. Quelli che, per intenderci, non lavorano per strada, ma restano dietro la scrivania: il loro compito è inserire dati nei pc oppure, più semplicemente, sistemare archivi polverosi, scaffali zeppi di scartoffie, faldoni datati, ma oltremodo preziosi. La quinta morte per tumore, tristemente registrata nella città di Pompei, ha toccato un giovane ex vigile: Antonio V, morto la settimana scorsa a soli 59 anni. La vittima, almeno fino al 2012, era ufficialmente inquadrata quale ispettore di vigilanza presso il Comando della città patrimonio Unesco. Le drammatiche diagnosi, rilasciate negli ultimi due anni, nel frattempo hanno già toccato altri 8 ex dipendenti.  Si tratta di un vero e proprio allarme, condiviso inoltre dal noto architetto cittadino, Giuseppe Maria Berritto. Incontriamo il professionista nel suo studio all’angolo con il Santuario, lui denuncia perentorio: “Negli ultimi anni si sono registrati numerosi decessi di personale amministrativo del Comando – ci conferma – malattie oncologiche gravi e ripetute. Il problema era stato già segnalato da  alcuni funzionari, senza ottenere risposte concrete se non addirittura il disinteresse generale. Sarebbe opportuno, a mio avviso, allertare l’Asl e le strutture del Dipartimento salute pubblica”. L’escalation dei tumori, registrati negli ultimi 5 anni tra gli ex vigili, è davvero inquietante. Il sospetto, più che legittimo, è che la strage silenziosa abbia inizio proprio nella sede del comando in piazza Schettini. Qui, nel corso del tempo, potrebbero essersi annidate – all’interno degli uffici o nel sottosuolo – presunte sostanze nocive, che avrebbero così influito sulla drammatica escalation di malattie. Un allarme che il comandante della polizia locale, Gaetano Petrocelli, aveva già segnalato ai dirigenti comunali, chiedendo perciò di avviare delle indagini ambientali sulla sede del Comando: un’inchiesta, delle analisi approfondite per fugare finalmente ogni tipo di dubbio. Nonostante la segnalazione, l’inchiesta non è mai partita. Nel frattempo, i casi di tumore aumentano. A Ottobre 2020 il sindaco di Pompei, dopo aver sollecitato il personale Asl e gli addetti Arpac, promise di avviare a stretto giro le “procedure necessarie per l’indagine ambientale”. Contemporaneamente, in attesa dei risultati, l’amministrazione comunale resta alla ricerca di una nuova sede per ospitare il comando dei vigili. Il progetto prevede infatti la costruzione di una moderna cittadella della sicurezza da far nascere lungo via Lepanto, proprio nell’ex Pretura fatiscente e abbandonata. L’amministrazione comunale qui vorrebbe infatti costruire un polo multifunzionale. I nuovi uffici ospiteranno Polizia Locale, Protezione Civile, Guardia Medica, Comitato Croce Rossa.

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