Nuovo striscione per ricordare Maurizio Cerrato a Torre Annunziata, delinquenti lo avevano strappato

Giovanna Salvati,  

Nuovo striscione per ricordare Maurizio Cerrato a Torre Annunziata, delinquenti lo avevano strappato

Lo hanno riattaccato ieri pomeriggio lo striscione che invoca giustizia per Maurizio Cerrato, il 61enne ucciso il 19 aprile scorso a Torre Annunziata. Una morte cruenta che sembra continuare ad essere la protagonista di assurdi e inspiegabili atti vandalici. L’ultimo nei giorni scorsi. Quando qualcuno ha strappato e fatto sparire lo striscione che era stato affisso nei pressi del tribunale di Torre Annunziata proprio all’inizio del processo.  «Sembra che a qualcuno infastidisca la presenza dello striscione – avevano detto. I componenti del comitato anticamorra – nella strada che segue l’uscita dello svincolo dell’autostrada Torre Annunziata Nord nei pressi del Tribunale di Torre Annunziata dove è in corso uno dei processi, l’altro è alla Corte di Assise del tribunale di Napoli, contro chi il 19 aprile del 2021 ha spezzato la vita di Maurizio Cerrato. La storia di Maurizio Cerrato e lo striscione appartiene a tutti – continuano – , è un simbolo di rivolta contro la sub-cultura camorrista e ci chiama a reagire». E ieri pomeriggio alla presenza della vedova Tania Sorrentino, la figlia Adriana e pochi altri cittadini lo striscione è stato riattaccato. «Non ci fermeremo – ha detto la vedova Cerrato – non ci fermeremo fino a quando non avremo giustizia per Maurizio. Questi atti non ci scoraggiamo anzi ci fanno capire che stiamo andando verso la direzione giusta, continueremo a testa alta ad attendere che la magistratura faccia il suo percorso ed emetta la sentenza giusta per le belve che hanno ucciso mio marito, il papà delle mie figlie, una persona perbene». Un mese fa sempre un altro striscione che era stato affisso sotto al ponte all’uscita dell’autostrada, a pochi passi dal tribunale di Torre dove si sta svolgendo il processo, fu invece dato alle fiamme. Due episodi sui quali sta ora indagando la Procura e i carabinieri di Torre Annunziata.  Intanto è fissato per il 14 settembre il processo che vede imputato Giorgio Scaramella e Antonio Cirillo come le belve che quel giorno uccisero Maurizio. A processo anche gli omertosi coloro che cancellarono le immagini della videosorveglianza del garage dove fu massacrato Maurizio Cerrato.

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