Veleni nel fiume Sarno, sigilli a un cantiere nautico di Torre Annunziata

Giovanna Salvati,  

Veleni nel fiume Sarno, sigilli a un cantiere nautico di Torre Annunziata

Sversava veleni nel fiume Sarno. Contribuiva ogni giorno ad avvelenare un corso d’acqua che continua mantenere il primato del più inquinato di Europa. Ecco perchè sono scattati i guai per il titolare e i sigilli per la struttura. Nel mirino del Noe è finito così il cantiere nautico Fervit di Torre Annunziata che lavorava in assenza di autorizzazioni per le emissioni in atmosfera. I controlli sono stati effettuati ieri mattina dal gruppo per la Tutela Ambientale di Napoli, con i dipendenti del Noe di Napoli e Salerno, che hanno notificato un decreto di sequestro preventivo, emesso dal giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Torre Annunziata, su conforme richiesta della Procura della Repubblica, hanno proceduto al sequestro di una azienda specializzata nelle attività di riparazione e manutenzione di navi commerciali e da diporto, il cui legale rappresentante è ritenuto responsabile del reato emissioni in atmosfera senza autorizzazione. In particolare, le indagini, espletate dai carabinieri del Noe di Napoli, – che si sono avvalsi della collaborazione tecnica dell’Arpac e coordinate dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata – hanno permesso di accertare che l’attività del cantiere nautico indicato Fervit di Torre Annunziata si sarebbe svolta in assenza del titolo autorizzativo alle emissioni in atmosfera. Il sequestro preventivo dell’azienda, secondo quanto ritenuto dal giudice delle indagini preliminari, si è reso necessario al fine di evitare la compromissione ulteriore dell’ambiente circostante. Nel corso del controllo, condotto dai carabinieri del Noe di Napoli, erano presenti e visibili polveri tali da rendere l’aria poco respirabile nell’ambiente di lavoro, oltre ad una serie di attrezzi e prodotti da cui desumere l’esercizio della predetta attività di cantieristica navale. Inoltre, nell’area scoperta di pertinenza del capannone è stata riscontrata la presenza di alcune imbarcazioni e di ulteriori attrezzature, tali da far ritenere che l’area fosse utilizzata per la manutenzione e il rimessaggio delle imbarcazioni. Il provvedimento cautelare si inserisce in una più ampia e articolata attività investigativa condotta in modo capillare dai Carabinieri del Comando Tutela Ambientale e dai Carabinieri Forestali, con la preziosa collaborazione tecnica dell’Arpac, e tutt’ora in corso di svolgimento, sotto il coordinamento delle Procure di Avellino, Torre Annunziata e Nocera Inferiore, finalizzata ad accertare e a rimuovere le cause dell’inquinamento del fiume Sarno, dei suoi tributari e dello specchio d’acqua marino antistante la foce del fiume, avente ad oggetto le aziende ivi ubicate, al fine di individuare gli scarichi abusivi dei reflui industriali recapitanti direttamente e indirettamente nel fiume Sarno e nel tratto costiero tra Castellammare di Stabia e Torre Annunziata e a far cessare le attività illecite che influiscono sullo stato di salute di detto corso d’acqua, senza peraltro trascurare il rilevante impatto ambientale provocato dagli scarichi fecali dei Comuni tutt’ora privi di rete fognaria o non collettati ai depuratori esistenti. Insomma il vano tentativo di fermare lo scempio ambientale che da anni continua a consumarsi e avvelena un territorio.

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