Crisi e criminalità, il patto anti-usura ignorato da 92 Comuni

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Microprestiti garantiti anche a persone e aziende ritenute «non bancabili». La convenzione di Finetica resta un’alternativa per evitare gli strozzini

Crisi e criminalità, il patto anti-usura ignorato da 92 Comuni

C’è una strada per uscire dalla morsa dell’usura, e la propone l’Associazione Finetica Onlus, Organizzazione antiusura e antiracket di rilevanza nazionale, che ha sottoscritto un’importante convenzione con Intesa Sanpaolo a livello nazionale.

La garanzia di poter accedere a microprestiti fino a 25mila euro per tutti quei soggetti ritenuti non affidabili, dunque tendenzialmente respinti dalle banche e “accolti” dalle organizzazioni criminali pronte a investire soldi per lucrare sugli interessi.

L’accordo, rilanciato dal presidente Nello Tuorto anche durante l’Agorà di Metropolis, svoltasi lo scorso 20 luglio nella sala consiliare del Comune di Pompei, «fa leva sul fondo per la prevenzione del fenomeno dell’usura, amministrato da Finetica stessa sin dal 2006 ed alimentato dal Ministe- ro dell’Economia e delle Finanze».

La convenzione anti-usura prevede l’accensione di prestiti del circuito finanziario legale concessi a soggetti in condizione di fragilità socio economica, ovvero persone, famiglie, ditte individuali e società di persone a gestione familiare, che abbiano un programma economicamente e socialmente sostenibile, ma vengono considerati dagli Istituti finanziari come «non bancabili», poiché privi di garanzie reali da esibire o esclusi da Sistema.

«Con il fondo amministrato da Finetica e la convenzione stipulata con Intesa Sanpaolo, diventa possibile garantire, finanche al 100%, l’erogazione di microprestiti da 2.000 a 25.000 mila a tassi debitori agevolati, anche a quei soggetti che, secondo le valutazioni standardizzate degli Istituti finanziari risulterebbero non affidabili, scongiurando così il rischio reale che possano rivolgersi agli usurai».

Il paradosso è che l’accordo stenta a decollare, soprattutto nella provincia di Napoli, dove il fenomeno dell’usura dilaga e tocca cifre da record. Pur di spingere la convenzione, Finetica ha inviato un appello alle 92 amministrazioni comunali dell’area metropolitana di Napoli ma al momento non ha ricevuto risposte. «Vogliamo avviare in provincia di Napoli delle azione più incisive di promozione e di attuazione della convenzione che si sta rivelando un valido strumento di inclusione finanziaria per quei soggetti che, trovandosi in condizioni di vulnerabilità socio economica non riescono ad accedere al credito legale e che di conseguenza sono maggiormente a rischio».

Ai Comuni Finetica chiede di designare un professionista esperto in materia giuridico economica e finanziaria, da trasformare in responsabile locale di Finetica Onlus, abilitandolo, dopo una adeguata attività formativa, ad interfacciarsi con la banca convenzionata per la gestione delle pratiche.

I Comuni non solo hanno lasciato cadere nell’oblio la richiesta di collaborazione dell’associazione anti-usura ma non hanno minimamente pubblicizzato la convenzione attraverso i loro canali istituzionali affinché l’alternativa agli usurai raggiungesse il maggior numero di persone: «Al netto della collaborazione dei Comuni, la convenzione antiusura è attiva. Chi ha necessità può contattarci anche attraverso la Rete».

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