Pg della Cassazione: ecco il ricorso presentato dal giudice Luigi Riello

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Pg della Cassazione: ecco il ricorso presentato dal giudice Luigi Riello

Napoli. Il procuratore generale di Napoli Luigi Riello ha impugnato davanti al Tar la nomina del Pg della Cassazione Luigi Salvato deliberata dal Csm il 23 giugno scorso. Ad annunciarlo è lo stesso Riello, che era il concorrente diretto di Salvato, spiegando che si tratta del “primo, unico e ultimo ricorso “ proposto nella sua vita professionale. Parole che fanno capire anche la sensibilità istituzionale del Procuratore generale che, mai, avrebbe pensato di dover fare un ricorso. “Mi affido con massima fiducia alla giustizia amministrativa”, dichiara il Pg nella nota che annuncia il ricorso. Affidandosi all’avvocato Andrea Abbamonte, Riello motiva in 35 pagine i principi secondo i quali il Csm non avrebbe dovuto indicare Salvato come Procuratore generale della Cassazione. Nel ricorso Luigi Riello mette in evidenza, in maniera molto chiara, i titoli che ha indicato nella sua corposa relazione con cui presentava la candidatura. L’inizio della sua attività di Procuratore nel 1980 presso “prestigiosi uffici giudiziari tra i quali la Procura Generale presso la Suprema Corte dal 2007 al 2015, riportando sempre il massimo nelle valutazioni di professionalità”. Senza dimenticare “di essere stato componente del Csm e di aver esercitato presso vsri uffici, funzioni disciplinari”. La carriera di Riello è ben nota e costellata di importanti incarichi: si è occupato “di grossi e noti processi contro le associazioni a delinquere di stampo mafioso e camorristico, sia sul piano locale che nazionale. E come Procuratore Capo della Corte d’Appello di Napoli è stato promotore di importanti iniziative organizzative e investigative fornendo un contributo fondamentale nella riorganizzazione degli uffici di Procura”. Nel ricorso si evidenzia anche, come previsto dall’articolo 22 del Testo Unico sulla Dirigenza Giudiziaria, rispetti tutti gli indicatori specifici. Elementi che, secondo il ricorrente, non potevano essere ignorati dal Csm all’atto di nominare il Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione. Una nomina, secondo Riello, i cui provvedimenti sono illegittimi e dei quali si chiede l’annullamento. Dagli indicatori delle attitudini, alle funzioni direttive in atto o pregresse, passando anche per le esperienze maturate nel lavoro giudiziario e le esperienze di collaborazione nella gestione degli uffici, oltre che le proposte organizzative, si evince che “il modello di dirigente disegnato dalla normativa coincide con un magistrato che abbia maturato esperienze plurime e variegate nel lavoro giudiziario, nonché esperienze gestionali ed organizzative sul campo”. E, valutando anche il curriculum dello “sfidante”, Luigi Salvato non può non saltare agli occhi che lo stesso abbia trascorso fuori ruolo 12 anni, dieci mesi e 10 giorni. Inoltre, il dottor Salvato ha svolto solo funzioni di giudice civile e di studioso del solo diritto civile. Un’esperienza giudiziaria, se si volesse valutare il solo arco temporale, inferiore a quella di Luigi Riello di almeno dieci anni. Senza considerare, poi, che il nome di Salvato rientra spesso nelle famose chat del giudice Palamara protagonista di un clamoroso scandalo all’interno del Csm che aveva fatto intervenire anche il Presidente della Repubblica Mattarella chiedendo una riforma dell’organismo. Adesso la parola passa al Tar che dovrà valutare se le valutazioni del Pg della Corte d’Appello di Napoli siano effettivamente meritevoli di una sospensiva rispetto alla decisione del Csm.

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