Castellammare, via Napoli torna a doppio senso: cancellato il Pum

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Castellammare, via Napoli torna a doppio senso: cancellato il Pum

Castellammare. Con il ritorno a doppio senso di via Napoli, cade anche l’ultimo provvedimento del piano urbano di mobilità, il famoso PUM, voluto dall’amministrazione di centrodestra guidata da Gaetano Cimmino e dall’assessore Gianpaolo Scafarto. Tecnici comunali al lavoro da diversi giorni per eliminare i new jersey in cemento che restringevano la carreggiata e scene da giubilo popolare sui social, come se fosse arrivato un nuovo otto settembre. Il senso unico di via Napoli era solo una delle misure predisposte di un piano che, pur criticato, puntava nel giro di qualche anno a cambiare il concetto di mobilità a Castellammare. Un piano per il quale erano stati stanziati quasi 700mila euro di investimenti per risistemare la viabilità, dotare la città di parcheggi, provare a strutturare un sistema di circolazione veicolare razionale anche se, da subito, poco amata dai cittadini. La prima battaglia fu contro la decisione di bloccare l’ingresso di via Marconi da viale delle Puglie: una guerra iconoclasta contro quella decisione con video del traffico bloccato, accuse alla giunta Cimmino e polemiche social immancabili. La decisione di rendere via Napoli a senso unico era anche dettata da motivi di sicurezza. Le statistiche in possesso dei vigili urbani dimostravano come quel tratto stradale fosse pericoloso e teatro di incidenti stradali a volte con conseguenze gravissime. Su quel tratto di strada, poi, sono state installate anche le strisce blu. Con la conseguenza che ora la carreggiata divisa a doppio senso deve ospitare anche una fila di auto per la sosta a pagamento. Con buona pace della sicurezza stradale. Il Pum immaginato non poteva essere la panacea di tutti i mali. Una città urbanisticamente complessa come Castellammare aveva due vie d’uscita: o la bacchetta magica o le ruspe al posto delle auto dei vigili urbani. In assenza di questi due rimedi, si era provato a ragionare a medio termine. L’obiettivo, non compreso da tutti, trasformare il centro e il lungomare in una zona pedonale. Avvicinare, almeno nella percezione, la città a una modera città europea dove si cammina a piedi e si lascia l’auto distante dal centro. Tutte che cose che, magari, gli stessi stabiesi fanno quando vanno all’estero ma che criticano se accade all’ombra della Cassa Armonica. Cancellare il Pum, oltre ad aver creato un disagio economico per un investimento inutile, ha anche fatto tornare tutto al passato. Ma se qualcuno si aspettava che il traffico, così facendo, sarebbe svanito, dall’abitacolo della sua auto fermo negli ingorghi del weekend, ha dovuto scorrere il calendario dei santi. Morale della favola: la città è intasata, tutto è tornato come prima, nei fine settimana non si cammina, ma l’importante è che con lo scooter o con l’auto si possa arrivare fino all’arenile.

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