Alberto Dortucci

Scandalo Falcucci a Torre del Greco, il Comune rischia una stangata da 6,6 milioni

Alberto Dortucci,  
Dopo trent’anni una sentenza riscrive la storia giudiziaria, l'ente di palazzo Baronale trascinato in tribunale

Scandalo Falcucci a Torre del Greco, il Comune rischia una stangata da 6,6 milioni

Torre del Greco. Finirà davanti ai giudici di Torre Annunziata la vertenza da 6,6 milioni di euro tra il Comune e l’agenzia UnipolSai, in passato nota come Fondiaria. A tre anni dalla prima richiesta di pagamento, il colosso assicurativo ha citato in giudizio l’ente di palazzo Baronale per recuperare un somma rimasta «congelata» dagli anni Ottanta. Sì, perchè le origini dell’ultimo contenzioso d’oro all’ombra del Vesuvio risalgono al periodo in cui alla guida di Torre del Greco c’era il padre dell’attuale sindaco Giovanni Palomba e sono un’appendice dello «scandalo Falcucci» costato l’arresto a vari politici dell’epoca.

La battaglia legale

Stavolta, tuttavia, sindaci e consiglieri comunali non c’entrano. Alla base della richiesta – formalizzata al Comune, tramite posta elettronica certificata, a luglio del 2019 – c’è una sentenza passata in giudicato con cui è stata annullata la convenzione stipulata all’epoca con Edilprog, il consorzio d’impresa incaricato di realizzare undici scuole in città finanziate proprio dalla legge 488 del 1986, semplicemente nota come legge Falcucci. Una vera e propria mazzata per il Comune, all’epoca pronto – in virtù di un pronunciamento del tribunale di Torre Annunziata del 2006 – a incassare dalla Fondiaria il rimborso delle anticipazioni versate all’ente di largo Plebiscito nella somma di 3,7 milioni di euro. In pratica, la polizza fideiussoria scattata dopo la «fuga» di Edilprog e la mancata realizzazione di alcuni istituti scolastici. Secondo la nota inviata dal legale della UnipolSai la richiesta di restituzione di 6,6 milioni nascerebbe dalla circostanza che «essendo stata annullata sia la convenzione di affidamento alla Edilprog sia la transazione successivamente intervenuta tra il Comune e il consorzio affidatario, l’obbligazione di garanzia sarebbe rimasta travolta dall’estinzione del rapporto garantito». Quindi, la somma versata all’epoca nelle casse dell’ente di largo Plebiscito costituirebbe un indebito pagamento. Da restituire oggi alla UnipolSai.

Le mosse del Comune

Inizialmente, il dirigente del settore Avvocatura partecipò la nota inviata dalla UnipolSai al professore Paolo Stella Richter – difensore del Comune nella complessa vicenda – nonché al sindaco Giovanni Palomba, al segretario generale Pasquale Incarnato e al responsabile del settore servizi finanziari Massimiliano Palumbo per opportuna conoscenza. A dispetto della fondatezza delle pretese dalla UnipolSai, la strategia messa in campo dall’ente di palazzo Baronale fu di attendere le mosse del colosso assicurativo: «Al momento, non bisogna adottare alcuna iniziativa – le parole messe nero su bianco da Antonioluigi Iacomino -. Semmai la pretesa della UnipolSai pervenisse a un’iniziativa giudiziaria ci sarà tempo e modo per articolare la migliore difesa».

I nodi al pettine

L’iniziativa giudiziaria è puntualmente arrivata al termine di tre anni di inutili carteggi. Attraverso un atto di citazione il funzionario procuratore della UnipolSai ha convenuto il Comune davanti al tribunale di Torre Annunziata per «accertare e dichiarare la nullità delle polizze fideiussorie» e conseguentemente che «nella fattispecie nulla era e nulla è dovuto da UnipolSai al Comune di Torre del Greco» pertanto chiamato «a corrispondere alla UnipolSai la somma di 6.616.629 euro o la diversa somma ritenuta, oltre interessi legali di mora come per legge e rivalutazione monetaria». Davanti all’incubo stangata, la giunta guidata da Giovanni Palomba ha deciso di resistere in giudizio e di affidare la difesa dell’ente di palazzo Baronale a un avvocato esterno: toccherà, dunque, al professore Nicola Rascio – dietro pagamento di una «parcella» di complessivi 14.495,28 euro – provare a scongiurare l’incubo di una nuova stangata finanziaria per il Comune.

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