Tiziano Valle

Diario dalla corsia: « Io, a 88 anni, ricoverato in un corridoio per 10 giorni e lasciato senza cibo all’ospedale di Castellammare»

Tiziano Valle,  

Diario dalla corsia: « Io, a 88 anni, ricoverato in un corridoio per 10 giorni e lasciato senza cibo all’ospedale di Castellammare»

«Sono stato ricoverato per 10 giorni al pronto soccorso dell’ospedale San Leonardo. Mi hanno sistemato in un corridoio, sotto un tubo di scarico dell’aria condizionata che eroga aria fredda per tutte le 24 ore. Più volte mi è capitato di saltare il pranzo o la cena, perché si sono dimenticati di me». Gerardo Ricciardi ha 88 anni, è un ex dirigente dell’Enel oggi in pensione, e a fine luglio è stato costretto a ricorrere alle cure dell’ospedale di Castellammare di Stabia, a causa di una bronchite.«Mi ritengo un miracolato», sostiene Gerardo per esprimere i sentimenti che ha provato una volta costretto al ricovero. «Mi hanno sistemato in un pezzo di corridoio che prima univa l’ala vecchia con l’ala nuova dell’ospedale – spiega l’anziano – Trattandosi solo di un collegamento è diventato uno spazio dove non ci sono aperture o servizi igienici, tantomeno è dotato di un comodino o un appoggio per sistemare gli effetti personali. Più volte ho tentato di riempire un bicchiere d’acqua con una bottiglietta che appoggiavo accanto al mio cuscino e di bagnarmi il letto».Ma le carenze più gravi sono altre: «Le postazioni sistemate in questo corridoio non sono dotate di un pulsante per chiamare soccorso, in caso di necessità. Solo di tanto in tanto si affacciava qualcuno per vedere se fosse tutto a posto. I medici sono stati cortesi e professionali, ma il personale infermieristico lascia molto a desiderare – denuncia Gerardo Ricciardi, che continua – Quell’area del pronto soccorso non è dotata di servizi igienici e per raggiungere quelli più vicini ero costretto a percorrere decine di metri, sperando di trovare il bagno libero».Nonostante l’estate torrida, l’anziano stabiese racconta di aver patito il freddo: «Il mio letto era sistemato sotto un tubo di scarico dell’aria condizionata che eroga aria fredda per tutta la giornata – spiega – Mi hanno spiegato che purtroppo non c’era nulla da fare, perché altrimenti avrebbero dovuto spegnere i condizionatori in tutto il reparto. Il problema è che quello non è un luogo idoneo al ricovero. Sta di fatto, che per non patire troppo il freddo sono stato costretto a farmi portare un plaid da casa».A questa situazione si aggiunge anche un servizio mensa che secondo Gerardo Ricciardi non sarebbe stato regolare: «Sembrava quasi che trattandosi di un reparto improvvisato, per il fornitore dei pasti non esistesse – denuncia l’anziano – Un giorno mi hanno detto che se fosse avanzato qualcosa nei reparti mi avrebbero portato qualcosa da mangiare, ma è capitato spesso di saltare il pranzo o la cena». Un digiuno che ha spinto l’ex dirigente dell’Enel a chiedere le dimissioni dal San Leonardo, prima ancora della decisione dei medici: «Siamo di fronte alla più totale irresponsabilità e disumanità – dice Ricciardi – Più che in un ospedale mi è sembrato di stare per 10 giorni in un lager e spero che la mia denuncia serva a scuotere le coscienze dei dirigenti sanitari affinché venga garantita una giusta assistenza alle persone che soffrono».

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