«I miei nipoti hanno cambiato vita. Oggi sono maggiorenni, si sono rifatti una vita, una nuova vita, basta gettare ombre sul loro passato che hanno volutamente dimenticato. L’inchiesta è vecchia e loro ora sono adulti e hanno tagliato il cordone con il passato, con quel passato». Ad urlare contro definendo «fango» l’inchiesta che ha portato all’arresto di 18 persone per spaccio di droga che ha fatto emergere il dettaglio inquietante relativamente ai bambini usati come pusher è Teresa Arborea. Teresa è la nonna dei bimbi che nell’inchiesta dei carabinieri del nucleo operativo coordinata dalla Procura di Torre Annunziata venivano utilizzati dai loro genitori per cedere le dosi di cocaina e hashish, offesi quando si rifiutavano e utilizzati come distrazione nei colloqui nel carcere. Bimbi che oggi, sono cresciuti e che – secondo quanto racconta la nonna a Metropolis – non vogliono essere etichettati con quel passato. Nonna Teresa non usa mezze misure e spiega «Da alcuni giorni e, più precisamente da quando è stata emessa ed eseguita l’ordinanza cautelare a carico di 17 persone a Torre Annunziata, – dice – tutti i giornali stanno parlano dei miei nipoti, i figli minori dei coniugi Evacuo». La famiglia (difesa dall’avvocato Mauro Porcelli) e proprio in particolare nonna Teresa ha deciso di dire la sua definendo «questa una continua ed ingiusta speculazione». «E’ una vicenda che risale al passato, a tanti anni fa – dice – e tutto quello che si sta raccontando in questi giorni sta infangando il nome di una famiglia che da anni circa di riabilitarsi». Teresa spiega infatti che dal giorno in cui quei bambini, precisamente nel 2018, sono stati come da prassi segnalati subito agli assistenti sociali proprio perché finiti nell’inchiesta, sono andati a vivere con la nonna e hanno cambiato vita «hanno iniziato a vivere con me che sono la nonna materna – dice – e ho cercato di dar loro una seconda possibilità e una vita normale, cosa che peraltro avevo già fatto con altri nipoti, figli di un’altra mia figlia venuta a mancare prematuramente negli anni scorsi. Mi sono occupata in tutto e per tutto dei due ragazzi – dice –  offrendo loro una importante occasione di riscatto. Oggi ci troviamo di fronte ad una ragazza, non più minorenne,che vive da anni in provincia di Salerno con il proprio compagno, conduce una vita onesta ed è madre di tre bambini ai quali sta insegnando valori sani». E ancora: «il ragazzo invece si è riscattato, ha studiato e fa sport e vive come un qualsiasi altro ragazzo della sua età». Poi è la stessa a concludere «si al diritto di cronaca e anche rispetto per la magistratura ma questi ragazzi con quel passato non c’entrano più, li ho accolti sotto la mia ala protettiva e , hanno avuto la possibilità di ricostruire la loro vita e di condurre una esistenza onesta e serena come tanti loro coetanei. Torre è una città difficile e loro saranno stati anche ragazzi difficili ma ora basta  gettare ombre sulla loro vita e sul loro futuro. Meritano una seconda possibilità e loro l’hanno già avuta da tempo e stanno provando a dimenticare quel passato».

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