Sparito un arsenale interrato a Torre Annunziata, qualcuno ha beffato il clan

Giovanna Salvati,  

Sparito un arsenale interrato a Torre Annunziata, qualcuno ha beffato il clan

«Abbiamo perso otto kalashnikov, pistole, revolver, magnum, abbiamo perso tutto». Un arsenale sparito nel nulla, forse distrutto dalle ruspe o semplicemente rimpastato dal terreno e calce e sparito sotto il cantiere nel quale è stato costruito un distributore di benzina. E’ questo un nuovo elemento che spunta fuori dall’inchiesta che ha portato all’arresto delle 18 persone del rione Poverelli, componenti di una holding della droga che utilizzava anche bambini per cedere e spacciare le dosi di cocaina. Il retroscena sull’arsenale spunta fuori da una intercettazione del 7 gennaio del 2019 quando Andrea Evacuo rivela che non è riuscito ad entrare in possesso di un’arma che gli è stata ceduta da Gennaro Apuzzo e parla di alcune armi che erano state sotterrate anni prima. Si tratta di un cospicuo arsenale che aveva nascosto in un fondo agricolo prima di finire in carcere. Il fondo si trova a ridosso di un distributore di benzina e proprio nel 2019 in quel terreno sono stati effettuati una serie di lavori che hanno stravolto l’intera area che è stata edificata. Nella intercettazione Evacuo spiega anche il posto preciso dove aveva seppellito il borsone con tutte le armi «c’è una pompa di benzina – si legge nella trascrizione all’interno dell’informativa – c’è un terreno abbandonato. Prima che mi rinchiudessero qua dentro (il riferimento è al carcere di  Poggioreale) avevo una borsa nella quale avevo messo tutte le armi, l’andai a seppellire solo io, personalmente. A conoscere il nascondiglio era solo mia moglie, le dissi anche dove ma di preciso non lo sapeva quando all’improvviso mia moglie, al colloquio, mi disse che si erano comprato tutto il terreno. Mi raccontò che c’erano le ruspe che stavano demolendo tutto». Evacuo prese carta e penna e per far capire la collocazione precisa alla moglie provò a disegnare anche una mappa che consegnò nelle mani della moglie affinché provasse a controllare, alla donna disse di portare con lei anche i fratelli per approfondire le ricerche. Ma di quelle armi nemmeno l’ombra. «Sono andati persi 8 kalashnikov, 4 magnum 357, 4 pistole calibro 38, e un’arma Cz scorpion»  è il totale delle armi che Evacuo non ritrova più, un arsenale che sarebbe servito alla holding per continuare a mettere in campo la strategia del terrore. Armi sparite nel nulla da un valore di circa sessantamila euro, un bottino con molta probabilità che potrebbe ancora essere seppellito o distrutto da chi in quel luogo ha realizzato altro al posto di un nascondiglio sicuro per la camorra. Intanto nei giorni scorsi sono partiti gli interrogatori di garanzia da parte della procura a carico degli indagati. Tanti di coloro che sono accusati di far parte della holding della droga, a vario titolo, hanno scelto la strada del silenzio davanti al gip. Una strategia difensiva per provare a non fornire ulteriori assist alla magistratura che ha smantellato l’intera organizzazione criminale.

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